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Editoriale – Alibi senza alibi, da Rigoli al mercato. Cosa manca al Catania?

Editoriale – Alibi senza alibi, da Rigoli al mercato. Cosa manca al Catania?
Francesco Becciani

Alla fine il derby arriverà nel momento giusto. L’anno scorso a marzo contro il Messina di Argurio gli etnei ritrovarono la retta via, agevolando una salvezza tutt’altro che scontata. Lì erano 7 le gare senza vittoria consecutive, qui 6. Cambia l’addendo, ma non la sostanza: Catania sei in crisi.

Il verdetto lo enuncia con uno spelling chiarissimo anche il risultato dello Iacovone di Taranto. “Sei” come le gare consecutive senza trovare l’acuto in campionato, “in” come come i pochi giocatori promossi rispetto agli “out” nelle ultime uscite stagionali, “crisi” come quella del reparto offensivo a secco da oltre un mese. Catania cosa c’è che non va? Verrebbe da chiederselo con la pretesa di rinunciare alle frasi di rito che lasciano il tempo che trovano di fronte ad una discesa sempre più verticale iniziata con l’era Cosentino. Da allora sembra non essere mai arrivata la parola fine al peggio, come una biglia sempre più rotolante su un piano infinitamente inclinato. No, così non può andare, e la stagione di Pino Rigoli al Catania non è certamente cominciata col piede giusto. 

Il mercato ha regalato tanti spunti ma anche tanti interrogativi. Sicuramente il più grosso era legato alla possibilità e facilità di ambientamento degli stranieri in un campionato che definire ruvido è un eufemismo. La risposta dopo mesi di lavoro oggi la restituisce il campo, con il solo Drausio finora titolare inamovibile, con molta fatica soprattutto nelle gare iniziali. Djordjevic, Scoppa e soprattutto Silva dove siete? Le aspettative su questo trio erano importanti, ma ad oggi si fa fatica a trovare spunti positivi. Scoppa pecca in fase di costruzione, così come Silva sembra non convincere più Rigoli che lo ha segregato in panchina dall’undici titolare ben 4 volte su 7. Dunque torna di moda il made in Italy, come a Taranto, dove la mediana ha un volto italiano e Parisi ha preso il posto di Djordjevic. Ma anche questo non è bastato. Pari, quinto della stagione, contro una squadra non esaltante.

Manca qualcosa al Catania. Manca un ingrediente che non può essere comprato. Il lavoro c’è stato, e anche tanto in un ritiro di oltre un mese a Torre del Grifo, per insediare nella testa dei nuovi i princìpi di una realtà vincente. Eppure quel qualcosa che manca dev’essere trovato subito perchè le lancette del calendario di Pino Rigoli scorrono inesorabili, e il tecnico siciliano lo sa bene. La gara col Messina dunque diventa una chance preziosissima per tornare a far spezzare la gola del Massimino, con tre punti che possano staccare il pass ad un nuovo campionato e ad una nuova avventura di Rigoli al Catania.

Foto: Filippo Galtieri

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