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Editoriale – Finocchiaro (La Sicilia): “Il Catania studia da grande squadra”

Editoriale – Finocchiaro (La Sicilia): “Il Catania studia da grande squadra”
Francesco Becciani

In esclusiva per newscatania.com l’editoriale firmato da Giovanni Finocchiaro, corrispondente ed inviato del giornale La Sicilia.

Dieci punti in cinque giornate, dopo un filotto di tre vittorie consecutive. Bravo Lo Monaco e bravo il Catania di Cristiano Lucarelli che oggi comincia a mettere in mostra i frutti del suo lavoro svolto in estate. Un lavoro fatto di tecnica e motivazioni. Non è facile cambiare il trend negativo e l’andamento di due stagioni in Serie C, una di Serie B ed una di Serie A. La qualità degli acquisti fatti da Lo Monaco è di categoria. In Serie B il Catania affrontò il campionato con tanti stranieri e molti provenienti dalla Serie A, lo ricordiamo tutti. Una volta lo chiesi a Cosentino che mi disse che quelli bravi possono giocare in qualsiasi categoria: questo è anche vero, in parte, però in Serie C servono giocatori che conoscono il campionato.

È vero, anche nel 2015 (il primo anno di Lega Pro) il Catania iniziò la stagione benissimo, con 11 punti in 5 giornate. Non è la stessa cosa. Ma quest’anno si respira proprio un’aria diversa, è materialmente tangibile. La penalizzazione incideva mentalmente, ed anche tanto. Diventava una stressante corsa contro il tempo, dove la classifica non era mai amica. Stamattina ho guardato la classifica e vedere il Catania là sopra anche sul piano ottico è un vantaggio, è un fattore. Senza penalizzazione è tutto diverso.

Tre vittorie di fila, bel bottino per Lucarelli. Ma la più importante è stata quella fuori casa a Brindisi contro il Francavilla, senza dubbio. Da che mondo è mondo negli ultimi anni il Catania ha sempre stentato fuori. Bravo Lucarelli anche per il modo in cui è arrivata questa vittoria: il Catania ha prima aspettato il Francavilla sfiancandolo, poi è uscita l’esperienza degli etnei. È anche vero che vincere gare come quella contro l’Andria inietta fiducia. È una vittoria di un gruppo che sa essere tale, con individualità importanti. Lodi ad esempio, gol a parte, ha alzato il ritmo nella ripresa mettendo in difficoltà tutta la retroguardia della Fidelis Andria. Ripa sta cercando di recuperare la condizione ma è pur sempre uno degli attaccanti più forti del campionato e si è procurato il rigore, coincidenza o meno che sia. Non vorrei essere nei panni di un allenatore avversario che deve studiare la gara e vede Ripa, Marchese, Lodi ma anche Bogdan ad esempio che si sta esprimendo da titolare esperto e non da esordiente o quasi qual è.

Il Catania ancora non è una grande squadra, ma sta studiando per esserlo. Siamo all’inizio del campionato e l’impatto è stato importante. La stagione però è talmente lunga che tutte le squadre avranno delle flessioni. Il Matera ad esempio è partito male. La cosa più difficile in questo campionato è avere una regolarità di risultati: Lucarelli dovrà essere bravo nel cercare di studiare e proporre accorgimenti diversi. Il Catania ha la coperta molto lunga ed è un bene l’utilizzo di tanti calciatori, oltre che un segnale di crescita.

Un grande gruppo formato da grandi individualità dicevamo. Come Russotto ad esempio, di cui ne sto parlando spessissimo e bene contrariamente a quanto fatto negli ultimi due anni. Si deve ammettere un cambiamento radicale in lui, sperando che duri, dando un riconoscimento a chi prima si è beccato tutti gli improperi del mondo. Mazzarani che succede? Niente, il problema è solo di abbondanza e di caratteristiche. È vero, lui deve adattarsi nel ruolo di mezzala nell’idea del Catania, proprio per venire incontro alle esigenze del 3-5-2. La stessa abbondanza c’è in attacco: quando Ripa starà bene, ne potranno giocare sempre e comunque due tra lui, Curiale, Russotto, Di Grazia, Ze Turbo.

Il momento di Di Grazia è invece ancora da inquadrare. Si pensava che partisse tra i 5 di centrocampo, poi a Brindisi ha giocato in attacco e credo che Lucarelli lo veda più come una seconda punta. Non si tratta di aspettarlo, ma di inserirlo in determinate partite, il potenziale lo conosciamo. L’abbondanza tra i reparti è un valore aggiunto non un problema: una squadra che vuole vincere deve saper ovviare a delle assenze.

Adesso Cosenza. Mi preoccupa la situazione dei calabresi, soprattutto dopo il cambio di guida tecnica. Penso che il Catania andrà li gasato e cosciente della sua forza rispetto al passato, forte anche della vittoria a Brindisi. Questa sicurezza non deve però trasformarsi in un pericoloso eccesso. Se il Catania va a Cosenza senza umiltà allora può cadere in trappola. Se riesce a mantenere equilibrio probabilmente anche li farà una prestazione concreta.

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