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Editoriale – Finocchiaro (La Sicilia): “Né rondini, né primavere: Catania a Caserta con un solo risultato”

Editoriale – Finocchiaro (La Sicilia): “Né rondini, né primavere: Catania a Caserta con un solo risultato”
Francesco Becciani

In esclusiva per newscatania.com l’editoriale firmato da Giovanni Finocchiaro, corrispondente ed inviato del giornale La Sicilia.

Se la bella vittoria del Catania contro il Siracusa fosse soltanto una rondine che fa primavera, staremmo parlando di un episodio e basta, per poi ripiombare nella quotidianità di questi ultimi 3 mesi. No, a questo Catania le rondini non servono proprio: serve pensare che sia più di questo. È sempre un fattore mentale. È giusto tener conto che il Catania ha giocato questa partita contro un Siracusa in grande forma, per di più con assenze pesanti, quali Bergamelli, Di Cecco, Biagianti. Tutto alla fine è andato meglio di come ci si poteva attendere. Non dev’essere una rondine che faccia primavera, ma piuttosto una presa di coscienza delle proprie forze che possa avere un seguito anche nell’ultimo appello di Caserta, non solo di risultato, ma anche di aggressione degli spazi e di impatto con la partita, così come c’è stato col Siracusa: in una parola mentalità.

È vero, negli ultimi anni il Catania ha quasi sempre stentato in trasferta, specialmente nelle gare che contano, ma ci si attende una reazione. Ora più che mai, poiché non restano altri appelli. È l’ultima partita della stagione, o fa questa bene o non ne farà più. Prima parlavamo di una presa di coscienza: se l’ha fatto davvero non può più rimandare alla prossima, perché un prossima non ci sarebbe. La squadra è ormai salva e se vuole darsi un ultima chance, un seguito, deve vincere necessariamente a Caserta. Tra l’altro il prossimo avversario vive una situazione complessa. La Casertana ha cambiato l’allenatore e dietro un cambio ad una giornata dalla fine c’è sicuramente un grande pandemonio. Licenziare un tecnico per promuovere quello della Berretti fa tornare alla mente quello che è stato lo scenario di qualche settimana fa a Catania. Gli etnei arrivano più forti della Casertana alla partita? I campani hanno fatto pochi punti nelle ultime giornate: 3 nelle ultime 5. Il Catania ha vinto un derby, arriverà sicuramente meglio mentalmente.

La condizione fisica del Catania tuttavia ha avuto sempre qualche problema, su ammissione anche dello stesso Lo Monaco, altrimenti non si sarebbero verificati tanti errori che sono costati dei punti preziosi. Contro il Siracusa negli ultimi 10-15 minuti il Catania ha subìto ma ha resistito. Probabilmente un calo mentale, la paura di non vincere questa partita nonostante il vantaggio. Fisicamente problemi ce ne sono stati, però mancano 90 minuti alla fine della stagione, il Catania può arrivarci più carico di altre squadre che hanno fatto percorsi diversi, proprio come la Casertana, che è dentro i playoff ma adesso rischia ed ha cambiato l’allenatore. Anche il Lecce ha perso il campionato, ha cambiato l’allenatore ed adesso deve disputare i playoff. Tutto rientra in gioco. L’emblema del calo è sicuramente Mazzarani, che ha cominciato benissimo per poi avere un momento di disorientamento totale. Lui dovrebbe essere un trascinatore e non può permettersi di passeggiare in campo ed esularsi dalla gara. Se quella contro il Siracusa è stata la sua reazione e vuole dare un seguito che lo faccia, per dimostrare di voler rimanere a Catania anche in futuro.

Capitolo attacco. Ogni centravanti a Catania ha una grandissima responsabilità ma è successo pure che in alcune partite l’attaccante centrale rimane isolato, in cui non arriva una sola palla giocabile. Ci sono state gare in cui il Catania non ha fatto un solo tiro in porta, ed a tirare in porta non è solo numero 9. Questo va a difesa parziale dei centravanti alternatisi in questa stagione. Però è anche vero che un giocatore come Pozzebon, reduce da 8 gol a Messina (ed in carriera qualcun altro l’ha fatto), non può permettersi di sbagliare gol come quelli col Monopoli o col Siracusa. Evidentemente, poiché la piazza di Catania è molto difficile da gestire mentalmente, ci vuole polso fermo e anche molte altre cose al proprio posto. Pozzebon di certo sta soffrendo questo cambio di maglia importante. A Messina si giocava per lui, a Catania o dimostri o fallisci. Fin ora non ha dimostrato quanto può valere, sicuramente vale di più. Oltre alle caratteristiche tecniche c’è sempre  la componente mentale, oggi Pozzebon è nettamente bocciato. Domani magari segna tre gol a Caserta e si riabilita, anche se parzialmente. Uno come lui a Catania avrebbe dovuto fare cose di ben altro livello.

Torniamo alla corsa playoff. Il Catania ci rientra ancora nonostante dei mesi di buio. Tuttavia in virtù dei disastri combinati in passato, andare ai playoff soltanto perché gli altri combinano peggio del Catania, o per una concomitanza di risultati fortuiti avrebbe un significato relativo. Se si deve dare una prova di forza, ammesso che si arrivi ai playoff, e tentare una rimonta che sembra impossibile, resta solo una soluzione: vincere senza aspettare quello che fanno gli altri. Poi ci si può arrivare anche in maniera diversa e reagire ai playoff, però se il Catania deve dare un segnale al campionato, anche last minutes deve vincere a Caserta. Poi è chiaro, in giornate come queste, tutti saremo collegati con gli altri campi: la prossima sarà di sicuro la giornata più interessante dell’intero campionato.

Il ritiro di Torre del Grifo ha fatto bene, e se fossi nei panni di Lo Monaco l’avrei prolungato. Il precedente ha portato bene, con risultati tangibili. L’approccio alla partita, la gestione della palla, l’aggressione di Bucolo su Emanuele Catania, che è stata una delle chiavi della partita. L’avrei prolungato. Non vivendo però con la squadra e non vedendo gli allenamenti in quanto a porte chiuse, se c’è stata una decisione contraria ci saranno stati dei motivi. Magari dopo una settimana di clausura non si voleva appesantire più il gruppo.

Giovanni Pulvirenti non è sotto esame di una possibile riconferma. Ha accettato di condurre la prima squadra per una questione legata all’amore che ha per questa maglia. Al di là di come possa finire la stagione, il suo ruolo ideale è al servizio dei giovani. Non perché non sia abbastanza bravo per Lega Pro, ma perché in passato ha ottenuto dei risultati troppo importanti, lavorando con difficoltà enormi (come negli anni scorsi). Starà poi alla società, ma non è un esame per lui. Resterà al Catania in qualche modo, con i giovani o con la prima squadra, lo discuteranno a fine stagione. Non vedo un esame per Giovanni Pulvirenti, ma lo vedo per il Catania.

È presto per parlare di ciò che accadrà da qui a qualche mese, ma uno dei nomi fatti in ottica futuro è quello di Ferrigno. Tuttavia non so questo se l’ipotetico ritorno potrà essere reale. Un suo ritorno, evidentemente con Grassadonia come tecnico, comporterebbe dei cambiamenti tattici tanto evidenti, quando invece il Catania nella stagione che verrà non cambierà 25 giocatori su 25. Da Pagani si dice che invece questa potrebbe essere l’esigenza di Grassadonia e di Ferrigno. Non credo che sia una buona pista da seguire per il nome dell’allenatore e quindi del dirigente. Se questo tuttavia si verificasse vorrebbe dire che andrebbe via Argurio? Non è detto. Potrebbe anche darsi che si possano seguire altre strade, con dei cambi dirigenziali anche di ruolo. Non credo che questo al momento sia in cima alle priorità di Lo Monaco. Prima serve vedere come il Catania finirà la stagione, individuare l’allenatore, risanare ancor di più i conti, capire con quali basi economiche riparte il prossimo campionato. Il resto è secondario.

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