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Escl. NC – Peppe Di Stefano: “Catania tra rabbia e rimpianti di un test fallito. I playoff possono essere vinti con un ambiente compatto”

Escl. NC – Peppe Di Stefano: “Catania tra rabbia e rimpianti di un test fallito. I playoff possono essere vinti con un ambiente compatto”
Francesco Becciani

Ai microfoni di NewsCatania ha parlato il giornalista di Sky Sport 24 Peppe Di Stefano. Queste le sue parole in esclusiva:

Amarezza e delusione. Ci lascia questo Catania-Trapani, vero e proprio spareggio per un secondo posto che adesso vede i granata avanti in questa corsa. I playoff sono una certezza, ma forse lo erano già prima. Juve Stabia e Trapani sarebbero dovute essere le due gare da vincere assolutamente per continuare a credere in un impresa, ma purtroppo il Catania non è riuscito a far risultato in nessuna delle due occasioni. Come mai? Difficile dirlo, ma una squadra con questo ruolino di marcia in casa, faccio fatica a pensare che possa meritare la promozione diretta. Leonzio, Casertana, Cosenza, oltre alle già citate Juve Stabia e Trapani: diventano tante le occasioni sprecate tra le mura amiche del Massimino. È vero, molti potrebbero dire che il Padova è stato promosso con due giornate d’anticipo con 6-7 punti in meno rispetto al Catania, che è invece terzo: ma si sa bene che il Girone C è diverso dagli altri gironi, sia nel bene che nel male. Se il Catania resta compatto con l’ambiente, tutti, i playoff li può vincere di testa, di tattica, di orgoglio e con la gente. Se la finale playoff dovesse vedere il Catania in campo, scenderebbe accompagnata da una presenza massiccia di tifosi, che non ha mai un effetto negativo.

Già, ricordo Catania-Albinoleffe o Catania-Messina quando segnò Manca giusto per citarne due. Quando giochi con 20 mila persone dalla tua parte, che ti sostengono senza mugugnare fino al 90’ come è successo ieri, il pubblico non può che aiutarti. Può farti trovare quelle energie che magari non hai. Non credo ad un effetto negativo. La verità è che ieri il Catania ha regalato un tempo all’avversario perché tatticamente ha deciso di essere rinunciatario. A volte rinunciare premia a volte no. Ieri ha sortito un effetto negativo, perché ha dato coraggio al Trapani, che nel secondo tempo fa il gol e condiziona l’andazzo della partita. Poi che il suo portiere sia stato il migliore in campo è un dato oggettivo. Tuttavia, quello che noto è che quando il Catania subisce il gol comincia ad essere il vero Catania, giocando a calcio e creando. Ma se il portiere non fa neanche una parata e la partita termina 4-1 per il Catania, sarei stato sempre qui a dire che è un peccato aver rinunciato al primo tempo. Il Catania ha abituato tutti ad essere una squadra che in queste situazioni giocava con ardore. Il tifoso non è arrabbiato per il risultato, ma perché perché il Catania per un tempo non ha giocato. Bisogna capire quanto c’è di strategico in questo. Io prima della partita ero tra quelli che sostenevano che fosse importante portare via il punto ed ipotecare il secondo posto ed ottenere i vantaggi che ne conseguono.

Dal punto di vista mentale cosa cambia? La vera batosta il Catania non è stata ieri, ma nella notte contro la Juve Stabia, perché in quell’occasione hai avuto la certezza di dover passare dai playoff per andare in Serie B. Ieri sera è stato un test di maturità che non è stato superato e questo certamente preoccupa. Le partite contro le grandi vanno vinte. Quest’anno il Catania ha vinto un solo scontro al vertice su 4, perdendone 2 e pareggiandone 1. Ai playoff le partite vanno vinte e non gestite. Solo questo va cambiato nella testa dei giocatori. È una squadra che ha dei pregi infiniti e tanti limiti così come Lecce e Trapani. Ieri il Trapani mi ha impressionato per organizzazione tecnica e tattica. Esperienza ed un allenatore davvero bravo. Questa è la storia. Ormai siamo a maggio: dire cosa è mancato e/o puntare il dito secondo me non serve, così come non serve affatto cambiare allenatore. A chi darebbe un vantaggio cambiare a maggio un allenatore? Il Catania è questo e si va avanti, a fine della corsa si faranno le valutazioni. È ovvio che la rabbia nasce dal fatto che ci sono dei rimpianti. In maniera particolare uno: la notte di Catania-Juve Stabia“.

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