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Lo Monaco: ”Vogliamo salire in Serie B, ma non sta scritto che “dobbiamo” farlo per forza…”

Lo Monaco: ”Vogliamo salire in Serie B, ma non sta scritto che “dobbiamo” farlo per forza…”
Francesco Becciani

Ai microfoni della Sala Stampa di Torre del Grifo ha parlato l’amministratore delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole:

La sconfitta di lunedì ci ha dato una botta importante soprattutto alla luce del corso di questo campionato, giocato alla grande dal Catania, Lecce e Trapani. Noi abbiamo avuto le opportunità per poter chiudere il discorso. È inevitabile dire che abbiamo sprecato un’importante occasione. La nostra gente ha dimostrato che non c’entra niente con questa categoria. Ha dimostrato di meritare palcoscenici diversi e sono stati veramente fantastici dal primo all’ultimo innamorato della propria squadra. Sbagliamo noi a dire che una delle motivazioni potrebbe essere la pressione subita dovendo giocare davanti a 20mila persona. È un errore giustificabile solo dalla grande delusione di non aver vinto la partita e fra le tante motivazioni scappa anche qualcosa che nulla ha a che vedere con la realtà delle cose. Abbiamo fatto un primo tempo precario, ma una ripresa dominando: fa parte di quel gioco di circostanze. Quando devi vincere un campionato serve anche la fortuna di sfruttare le circostanze giuste. Non sta scritto in nessuna Bibbia che il Catania deve vincere il campionato. I campionati non si vincono solo con il pubblico, ma giocando in maniera competitiva e sfruttando alcune circostanze decisive. Il Catania non ha la forza di spendere quanto ha speso il Lecce quest’anno, e nonostante questo siamo stati competitivi, ma non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo vincere per forza perché ci chiamiamo Catania. I primi ad essere delusi siamo noi. Oggi siamo in Serie C perché è stato attraversato da un ciclone che ha distrutto il Catania come nome, come storia e l’ha buttato in una situazione economica sull’orlo del fallimento. I fallimenti se si risolvono non lo fanno in pochi anni: serve tempo, programmazione e disponibilità per sanare le situazioni debitorie. Questo lo stiamo facendo, con fatica e sacrificio inventando i cosiddetti “soldini” per far si che il Catania non fallisse. Il Parma è tornato attraverso un fallimento, è ripartito dalla Serie D. Senza debiti puoi fare quello che vuoi, coi debiti è diverso. Noi ci stiamo riuscendo bene: siamo una società che per la prima volta ha fatto un campionato competitivo. Noi non dobbiamo andare in Serie B, noi vogliamo andare in Serie B. È diverso perché sappiamo che se ci riusciamo sarebbe come compiere un miracolo in questa situazione. 

Adesso ci dobbiamo preparare per i playoff, che è un terno al lotto. Ci sono 27 squadre per far si che una sola ne venga fuori. Abbiamo il dovere di provare ad arrivare secondi fino alla fine. Non ho mai conosciuto una vittoria senza sofferenza. Facciamo i complimenti doverosi al Lecce e ci concentriamo immediatamente ai playoff. Abbiamo steccato questi momenti clou, ma per la legge dei grandi numeri non andrà sempre così. Per due giorni non ho parlato con nessuno dalla rabbia dopo Trapani. Abbiamo già parlato con la squadra. Mi piace pensare che sfrutteremo queste occasioni positive: non le ha sfruttate ora, ma perché non dovrebbe sfruttarle ai playoff. Noi abbiamo un organico di 24 giocatori e giocheranno i più freschi, ci auguriamo che questa batosta passi in fretta e che si possa ripartire. Quello che ho detto alla mia squadra è questo: ricordatevi queste due partite perché non si riparte senza presa di coscienza, ma dimenticatele allo stesso tempo”.

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