Esclusive

Escl. NC – Monno (TuttoBari): “Temo la scossa motivazionale portata da Lucarelli”

Escl. NC – Monno (TuttoBari): “Temo la scossa motivazionale portata da Lucarelli”
Avatar

E’ già tempo di rituffarsi in clima campionato: il Catania vuole rialzarsi dopo i due incidenti di percorso avvenuti contro Vibonese e Bisceglie, mentre il Bari cerca delle conferme importanti per continuare a respirare l’aria d’alta classifica. A commentare il prossimo match con la nostra redazione è intervenuto Giosè Monno, collaboratore della testata TuttoBari.com e conduttore del programma radiofonico “Chicchiri C”. Questa l’intervista integrale:

Ciao Giosè, subito un avvicendamento in panchina sponda Bari in questo inizio di stagione: cosa è cambiato nel concreto tra la vecchia gestione Cornacchini e il nuovo corso Vivarini?

“Nel confronto di rendimento tra Cornacchini e Vivarini c’è sicuramente una grossa differenza: sono cambiate le carte in tavola, la squadra è sempre stata forte ma il primo non è mai riuscito ad amalgamare il gruppo. Vivarini, fin dal suo arrivo, disse di voler far divertire i tifosi. Tatticamente le differenze sono evidenti: Cornacchini giocava palla avanti senza un gioco ben definito, si giocava in ripartenza. Questo non ha mai scaldato l’animo di chi segue il Bari. Con Vivarini la squadra adesso ha i giusti collegamenti in campo, incarna uno spirito offensivo che non ha paura di spingersi in avanti e cercare sempre la giocata personale: l’ultimo gol di Awua è frutto di uno schema provato in allenamento. C’è quindi un’idea di gioco concreta, la mentalità è differente ed i singoli sono sfruttati appieno pur mantenendo il medesimo modulo di gioco. E’ cambiato di conseguenza anche il trend dei risultati: a inizio campionato si steccava in casa, ultimamente è il contrario. Fuori si stenta un pochino mentre in casa la squadra è in palla e fa paura a chi viene a giocare al “San Nicola”. Nulla comunque è scontato in C, dove si verifica una sorta di lotta per la sopravvivenza”.

Due tra i tanti calciatori del Bari che hanno un curriculum di tutto rispetto sono freschi di Serie A: ci dici qualcosina in più su Costa e Antenucci? 

“Costa sulla fascia fa molto bene entrambe le fasi, ormai è praticamente un’ala. Spinge molto e credo che da quel lato il Catania possa soffrirlo, mentre Berra sull’altra fascia è più difensivo e cercherà di contenere le folate di un altro pugliese come Pinto. Antenucci è partito un po’ così così, ha realizzato 6 gol di cui 4 su rigore, deve ancora uscir fuori secondo me: sta facendo vedere solo il 60% del suo repertorio, potrebbe fare molto di più. E’ comunque il classico attaccante che anche con una sola palla gol in 90′ te la mette dentro, è molto cinico. In Serie A probabilmente era un pochino datato, parliamo di un 35enne. In C si lotta col coltello tra i denti, ma se non ti cali con la giusta mentalità non è una passeggiata di salute. Lo stesso Costa è sceso in C dalla SPAL ed ha dichiarato che effettivamente parliamo di una categoria più complicata ed operaia rispetto alla sua ultima apparizione qualche anno fa in terza serie”. 

A centrocampo in particolare il Bari impone spesso e volentieri i propri ritmi: chi sono i protagonisti in questo ruolo?

“Il Bari nelle ultime due gare non ha brillato più di tanto nella zona nevralgica, ma è molto più solido del passato: Hamlili è un elemento fondamentale, ha avuto problemi fisici e senza di lui la squadra qualcosina patisce. Diciamo che a mio parere il Bari è un po’ Hamlili-dipendente, si muove molto e detta i tempi in mezzo al campo. Senza di lui il Bari non ha brillato tantissimo, pur portando a casa l’intero bottino. A Catania non ci sarà ed il sostituto potrebbe essere uno tra Bianco (non al meglio) e Schiavone. Gli etnei dovranno essere bravi ad approfittare di questa pesante assenza”.

Meccanismi difensivi ben registrati dopo le prime giornate, a differenza del Catania. Quali sono punti deboli e punti forti dei centrali baresi? 

“Di Cesare già dopo la gara contro la Sicula Leonzio se la prese un po’ con la stampa: a distanza di un paio di settimane poi è stato sconfessato con l’avvenuto esonero di Cornacchini, che in quel periodo venne largamente criticato dai giornalisti. La differenza tra passato e presente è che grazie al filtro del centrocampo arrivano molti meno gol. I centrali sono strutturati: bravi sulle palle alte ed abili nel gioco aereo, ma davvero lentissimi se puntati nell’uno contro uno. Soffrono molto i velocisti, esterni d’attacco brevilinei: per fortuna il Catania attualmente non dispone di Sarno e Di Molfetta, perchè avrebbero potuto essere delle vere e proprie spine nel fianco per la retroguardia biancorossa”.

Che idea ti sei fatto spulciando il rendimento altalenante del Catania di quest’anno?

“Parto dal vecchio allenatore: Camplone è una vecchia conoscenza del Bari, lo ha portato ai playoff in B, ma è arrivato in Sicilia nel peggior momento storico e non è riuscito ad imporre il suo credo. Ho avuto modo di vedere gli ultimi minuti del 5-0 incassato a Vibo Valentia e si percepiva una squadra completamente alla deriva. È inammissibile perdere in quel modo, non tanto per i gol subiti ma perchè ci si è arresi prima ancora di cominciare con un atteggiamento inspiegabile. Serviva una scossa il prima possibile. Io non so se Lucarelli sarà capace di ricostruire tutto, avrà parecchio lavoro da fare. C’è da dire che il Catania è stato anche molto sfortunato negli ultimi campionati disputati: meritava già da un paio di anni di stare in B, quest’anno si ritrova una concorrenza spietata di almeno 4-5 squadre parecchio competitive. Personalmente non ho mai creduto al fatto che il Bari potesse essere strafavorito in questa edizione. Tra qualche giornata qualcuna riuscirà a spiccare il volo: credo che proprio la Reggina sia forse la squadra più attrezzata del campionato, la maggiore candidata per il salto di categoria. Parliamo di una squadra forte, che anche quando non vince riesce a centrare almeno il pari e questo alla lunga diventa fondamentale nel confronto con le inseguitrici. Con la nuova proprietà possono puntare al vertice”.

Abbiamo parlato delle pretendenti alla promozione diretta: tra le possibili sorprese in ottica playoff chi ti senti di inserire? 

“I playoff sono una lotteria, a volte beffarda, altre volte benevola: per esempio ai De Laurentiis è già successo di non centrare la promozione nel loro primo anno di gestione (alla guida del Napoli vennero sconfitti in finale playoff contro l’Avellino). Tra le rivelazioni metto Potenza e Monopoli: la prima potrebbe risentire di un calo nel girone di ritorno ma per ora sta andando fortissimo, la seconda zitta zitta riesce sempre a condurre ottimi campionati e la designo come una mina vagante della post-season”.

Il Bari ha vissuto anni travagliati a livello societario prima di terminare la propria avventura tra i professionisti con il fallimento. A Catania i tifosi sono in subbuglio… 

“Personalmente mi auguro che il Catania risolva tutte le sue difficoltà, sportive e non: leggo che i tifosi vorrebbero cambiare proprietà, ma bisogna anche dire che servono persone competenti perchè si può finire nelle mani di chiunque in senso sia positivo che negativo. A Bari è andata bene, in D la squadra fu fatta addirittura in dieci giorni e poi vinse il campionato senza troppi problemi. Se non riparti con una società forte non è così scontato tornare tra i professionisti. Tra l’altro i tifosi del Bari sono molto esigenti, e per tale motivo molto simili a quelli del Catania: c’è poca pazienza in certi frangenti ed al primo errore partono i fischi, che tu sia dirigente o calciatore”.

Cosa temi nello specifico del Catania nella gara che si disputerà tra poche ore: qualcosa più a livello tecnico o motivazionale?

“Lodi è uno di quelli che vorrei sempre in squadra, ha giocato ad altissimi livelli ed ha il piedino caldo. Del Catania più che del singolo, però, temo la reazione collettiva portata dal cambio d’allenatore. Lucarelli mercoledì non ha avuto troppo tempo per incidere, nonostante questo stava comunque portando a casa la vittoria col Bisceglie. Credo che affrontare una squadra che cambia guida tecnica sia sempre una grandissima incognita: il Bari ha giocato le ultime tre gare contro squadre che hanno deciso di prendere un nuovo coach (Capuano ad Avellino, Grassadonia al Catanzaro e domenica ci sarà Lucarelli sul cammino dei biancorossi) e non è stato tutto rose e fiori. Il pericolo maggiore, quindi, reputo sia a livello psicologico”.

Esclusive

More in Esclusive

Sito non ufficiale del Calcio Catania S.p.A.

NewsCatania nasce ufficialmente l’1 gennaio del 2016 e segue costantemente le vicende del Calcio Catania.

Direttore responsabile: Antonio Costa

Copyright © 2016 NEWSCATANIA.com Tutti i diritti riservati - Testata giornalistica sportiva iscritta nel registro giornali e periodici del tribunale di Catania N.1/2016 del 26/01/2016 - Webmaster: Salvatore Sanfilippo