Lo scrittore e giornalista catanese, Alessandro Russo, ha raccontato alcune partite del recente passato tra Catania e Lecce, ai microfoni di leccenews24.it:
“Cinque anni fa, in serie A,domenica 13 febbario 2011, rammento lo stopper Silvestre scardinare il bunker pugliese, deviando in rete un servizio di Llama. Epperò, i salentini mettevano i puntini sulle ‘i’ dapprima con Jeda e poi con Munari. Dieci i minuti che ci separavano dal triplice fischio, pesante l’aria che si respiravasugli spalti affacciati al rettangolo verde di piazza Spedini. A un certo punto s’involò in area il Papu Gomez prima d’esser poi abbattuto ma la giacchetta nera col fischietto in bocca disse che non era rigore. Una superba pennellata di Francesco Lodi su calcio di punizione santificò il 2-2. Passati ancora cinque minuti, rivedo il fotogramma di Maxi Lopez che sacrifica le ultime energie in un pressing disperato. Il direttore di gara abboccò e vide un fallo dal limite. Quel pomeriggio il piede sinistro del numero dieci rossazzurro era fatato e il pallone lo spedì ancora una volta alle spalle di Rosati. Vennero fuori tre punti vitali e lo stadio si tramutò in una sarabanda festosa, che pareva di nuovo la festa di Sant’Agata.
Un’altra volta che il Lecce scese giù era ancora febbraio ma l’anno era il duemilatre e si era tra i cadetti. Quella domenica girovagava per il campo Lulù Oliveira,un brasiliano con passaporto belga. Questi parlava bene il dialetto catanese e somigliava a un personaggio mitologico; indossava calzari dorati d’omeriana memoria e segnava da tutte le posizioni. Ci pensò lui a griffare il vantaggio del Liotro, prima che i compagni rimanessero con uno in meno, per l’espulsione di Vito Grieco. Quando, poi, igiallorossi beneficiarono d’un tiro dagli undici metri accaddero due prodigi. Uno lo realizzò il portiere Castellazzi volando a ribattere il penalty, l’altro lo fece l’ala destra Fini che raddoppiò con un corner velenoso. Infine il signor Bruno Cirillo, un difensore di Castellamare di Stabia, accorciò le distanze.
Nell’ultimo confronto al ‘Massimino’ la barchetta rossazzura condotta dall’Aeroplanino Montella sta solcando i mari della A ma è sazia e priva di carburante. Il calendario appeso al muro nello stanzone degli spogliatoi segna la data di mercoledì undici aprile duemiladodici. L’elefante va in vantaggio con Bergessio ma,in zona Cesarini, Corvia e Di Michele regalano i tre punti ai lupi che d’altronde ne han più bisogno”.
Foto: varesesport.com


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