Il Catania dice addio ai playoff, dopo la pesante sconfitta interna contro il Foggia nel match valido per il primo turno per la fase a gironi. Il tecnico Baldini mastica amaro a fine gara:
“C’è rammarico, perché non siamo stati noi. Siamo stati meno spensierati del solito e avevamo un po’ di tensione addosso. Abbiamo iniziato bene la gara. Se c’era una squadra che doveva passare in vantaggio era la nostra, il gol preso ci ha innervosito molto”.
“I ragazzi mi hanno dato tutto quello che avevano in queste otto partite. Sono orgoglioso di aver allenato un gruppo così. A fine gara, dentro lo spogliatoio, gli ho detto che mi hanno fatto tornare la voglia di fare il mio mestiere. Gruppi come questi sono la fortuna di ogni allenatore, non c’è un ragazzo a cui posso rimproverare qualcosa”.
“Penso che in questo momento la società abbia delle questioni più importanti da risolvere della mia permanenza a Catania. Sicuramente mi piacerebbe conoscere questa piazza, se consideriamo che non ho mai vissuto la città e mai visto questo stadio con il pubblico. Se la società vorrà fare una chiacchierata con me, la farò molto volentieri”.
“Golfo? Non sapevo che minutaggio potessero avere Piccolo e Sarao, quindi ho cercato di tenermi qualche risorsa a gara in corso”.
“Ho sempre da rimproverarmi qualcosa, sono molto critico con me stesso. Non ho bisogno di perdere una partita per ragionare su quel che si è fatto bene o male. Non mi sembra che questa squadra abbia iniziato male, anzi i primi 25′ sono stati i migliori”.
“Direzione arbitrale? Sorvolerei sull’argomento, ho bisogno di rivedere le immagini. Il secondo gol, almeno dalla panchina, sembrava nettamente in fuorigioco. Non mi piacciono gli arbitri che interrompono continuamente il gioco e che stanno a parlare con i calciatori. Oggi è stato tutto una chiacchiera per colpa nostra, ma anche l’arbitraggio ci ha messo del suo. Bisognerebbe, noi per primi, parlare di meno e giocare di più”.


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