Tra le pagine di Repubblica un intervista a Manuel Blasi, nuovo acquisto dell’Ischia prossimo avversario del Catania sabato. Queste le sue parole: “La mia carriera è un susseguirsi di sfide, una dopo l’altra: avevo e ho voglia di divertirmi. Non era il momento di smettere. E l’Ischia mi ha fortemente voluto. Ho accettato perché voglio dare il mio contributo. Potevo restare a casa a dedicarmi alla famiglia, ma ho preferito assecondare una passione che è ancora viva. E, perché no, togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Dribblando l’anagrafe e calandomi in una realtà nuova, quella della vecchia serie C. E’ più di un mese che non gioco, ma sto bene. Gli anni sono passati, ma la testa è sempre la stessa. Quella di un guerriero. Nella mia carriera forse ho parlato troppo. Denunciando quel che non ritenevo giusto. Il calcio non te lo perdona: premia i diplomatici, penalizza gli istintivi. L’india è bellissima, soprattutto dal punto di vista umano. Una di quelle esperienze che ti fanno prendere coscienza di come e quanto noi occidentali ci lamentiamo di cose inutili, superflue. Ho visto sorridere persone ridotte alle miseria. Quanto al calcio, è seguitissimo e in netta crescita: dopo il cricket, è lo sport più apprezzato. Gli stadi sono sempre pieni, fino a 50 mila persone per una partita di cartello”.


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