Intervistato da “La Gazzetta dello Sport”, il tecnico della Juve Stabia Fabio Caserta ha raccontato le sue emozioni prima del match casalingo contro il Catania, squadra con cui, da calciatore, ha trovato il massimo riscontro mediatico:
”Lo scorso aprile sono tornato al ‘Massimino’ da allenatore, la partita finì 0-0 ed il clima fu davvero pessimo. Fu una giornata difficile per me, ma almeno stavolta giochiamo in casa. A Catania ho trascorso anni bellissimi, ho conquistato la promozione in serie A e poi un’incredibile salvezza con Marino in panchina. Ricordo anche il gol nel derby contro il Palermo del 2 febbraio, emozione che passó in secondo piano rispetto a quello che accadde fuori dallo stadio. A causa di quell’episodio sfumó la mia convocazione in Nazionale, considerato che il calcio fu giustamente fermato.
Il mio trasferimento al Palermo? Purtroppo qualcuno mi fece passare per traditore, ma io non ho tradito nessuno. Semplicemente mi hanno voluto vendere. Mi dispiace che i tifosi non mi abbiano perdonato il passaggio in rosanero, il mio rendimento non fu paragonabile a quello di Catania. Fui segnato particolarmente dalla morte di mio padre, avvenuta pochi giorni dopo il mio trasferimento. La mia esperienza a Castellammare? Sono arrivato qui da giocatore, in serie B, e sono stato anche capitano. Per me i rapporti umani contano tanto, quando mio fratello è morto in un incidente stradale tutti mi sono stati vicino, non potevo andarmene, anche per senso di riconoscenza”.


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