FLOP
Parisi – Gioca con un tutore al braccio per la rottura del radio della scorsa settimana ma non può essere un’attenuante. Prestazione nettamente al di sotto della sufficienza. Statella da quel lato fa quello che vuole asfaltandolo costantemente sulla corsa. Emblematico il gol del calciatore del Cosenza che anticipa il terzino siracusano in un contesto di possesso palla del Catania. Peccato, vanifica i processi delle ultime settimane.
Drausio – Altra gara da dimenticare la sua. Costantemente imbambolato da Antonio Letizia che oggi fa quello che vuole. Nell’occasione del primo gol contribuisce allo strafalcione difensivo che piega in due la formazione di casa. Prestazione negativa, sembra tornato quello di inizio stagione. Nel finale gioca zoppicando su una gamba per un’infortunio muscolare, ma si rifiuta di uscire dal campo nonostante il suo allenatore gli avesse detto di farlo: segnale molto negativo di polso all’interno dello spogliatoio.
Scoppa – La sostituzione al 67’ per un ragazzo della Berretti all’esordio (Di Stefano) è l’emblema della sua gara. L’ennesima insufficiente. Nn c’è niente di quello che si chiede ad un playmaker. Lanci sempre nel vuoto, mai responsabilità importanti. Il Catania è lento ed impacciato nella sua quasi inesistente fase di costruzione e delle responsabilità non possono che cadere anche su regista. Flop inevitabile.
Mazzarani – Se ha finito totalmente le energie perché perseverare nel metterlo in campo dal primo minuto? Con lui in campo il Catania non crea mai nulla: lento, fermo immobile nella sua mattonella. Non aggredisce nessuno spazio, non va su nessuna seconda palla, non si fa mai vedere. Aveva forse ragione Petrone sulle sue condizioni fisiche? Oggi forse è il peggiore in campo, apice negativo della sua esperienza catanese.
TOP
Di Grazia – Leone in gabbia. Ha qualcosa in più degli altri, forse e non soltanto la tenuta atletica. È l’unico a proporsi anche se, specialmente nel primo tempo, è isolato. Ci prova, ma non basta: si loda (con una sufficienza, non di più) l’audacia più che l’efficacia.
Foto: Filippo Galtieri


Facebook
Twitter
Instagram
RSS