Ha finiti di parlare pochi minuti fa Andrea De Rossi, difensore del Catania, presso la sala stampa di Torre del Grifo. Queste le sue parole:
SULLA SUA ASSENZA – “Ho avuto un infortunio abbastanza lungo. Esattamente un anno fa ho fatto la mia partita in Coppa Italia contro l’Akragas. Questo brutto infortunio mi ha fatto rimanere fermo da febbraio fino a pochi giorni fa e anche questa è stata la causa della mia poca presenza in campo fin qui. Ora l’infortunio è passato e sto cercando di riprendere la forma nel migliore dei modi”.
SUL SUO RITORNO – “Giocare al Massimino indossando la maglia del Catania è un privilegio. A prescindere dalla categoria mi reputo un ragazzo fortunato. Sinceramente non mi aspettavo di entrare contro il Lecce perché era una partita importante e delicata. Non mi sono neanche riscaldato. In quel momento mi è passato per la testa tutto il tempo che sono stato fuori. Ma una volta dentro il campo non ho pensato a nulla e mi sono solo goduto il momento. Gestire il periodo dell’infortunio è stato difficile perché venivo dall’anno scorso dove avevo fatto un periodo da fuori lista. Quando potevo giocare che sono andato in prestito è venuto fuori questo problema. Ho passato un periodo difficile ma la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici mi sono stati vicini e mi sono stati utili a superare. Ringrazio la società che ha creduto in me e che mi sta dando questa possibilità. Non ho mai pensato di smettere perché è lo sport più bello al mondo”.
SUL PROSSIMO IMPEGNO E SU RIGOLI – “Dobbiamo affrontare la partita contro la Paganese come e meglio di come abbiamo fatto contro il Lecce. Abbiamo dimostrato di essere bravi e ora dobbiamo far uscire i nostri valori che ci sono. Il mio rapporto con Rigoli è come un normale rapporto tra allenatore e giocatore. Ci conosciamo da tre anni e c’è un rapporto di fiducia. Devo tanto a lui perché con lui ho giocato tante partita in Serie D e mi ha fatto crescere. Averlo ritrovato a Catania è importante”.
SULLA SQUADRA – “Siamo un gruppo di ragazzi fantastici con dei valori unici. C’è una bellissima aria e non ci sono problemi all’interno del gruppo. Ho legato con tutti, non c’è qualcuno con cui ho legato di più rispetto ad altri”.
SUL CAMPIONATO – “Tra i tre gironi il nostro girone, il C, è il più impegnativo, sia a livello di gioco che ambientale. Ci sono 4/5 squadre di livello superiore, le altre sono “normali” ma non è mai facile giocare in questa categoria. Puoi avere tutti i nomi che vuoi, ma la Lega Pro è un campionato duro e tosto e si va ben oltre la tecnica”.
SULLA SUA POSIZIONE IN CAMPO – “Il mister mi vede terzino destro. Io posso fare anche il centrale. Se ci sono delle emergenze uno gioca anche in porta. A me personalmente piace correre su e giù per la fascia quindi preferisco fare il terzino ma decide sempre il mister dove farmi giocare. Io mi sto allenando al massimo e sono a completa disposizione del gruppo. Prendo spunto da tutti i miei compagni. Molti hanno tanta esperienza e per me in squadra abbiamo giocatori oltre la categoria e sono onorato di giocare con loro”.
SUGLI OBBIETTIVI – “Ognuno di noi si pone degli obbiettivi e dei traguardi, ma in questo preciso momento dobbiamo mettere da parte il singolo e pensare al collettivo, perché prima viene la squadra e facendo bene tutta la squadra poi si mette in evidenza anche il singolo”


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