Il Catania perde ancora tra le mura amiche. Inevitabile la contestazione della tifoseria, stanca degli ultimi risultati e del gioco scadente. Cori di dissenso contro Tabbiani, considerati l’artefice del periodo negativo. Ma non sono mancate neanche le frecciate indirizzate alla dirigenza, con uno striscione che recitava “Società e dirigenza, più umiltà e meno presunzione. Questa è la nostra posizione”. Nella fase finale, inoltre, alcuni fumogeni sono stati lanciati in campo ed hanno interrotto le operazioni di gioco più volte.
La cronaca del match ha visto l’Avellino, corsaro al “Massimino”, centrare la piena posta in palio. Gol ospiti arrivati uno per tempo: al 10′ ci ha pensato Marconi direttamente su calcio di punizione, mentre al 70′ ha chiuso i conti la marcatura del neo entrato Gori. In mezzo il rigore fallito da Chiricò che poteva regalare un destino diverso alla partita. Nervosismo e scoramento i sentimenti che hanno fatto da padrone sugli spalti. Ed ora si attende la scelta definitiva in merito al futuro di Tabbiani, il cui esonero pare ormai non procrastinabile.


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