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Catania – Il pagellone 2018/19: allenatori e società

Catania – Il pagellone 2018/19: allenatori e società
Nicolò Marchese

Ultimo capitolo del pagellone 2018/19 redatto dalla redazione di NewsCatania. Dopo aver esaminato portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti (che potete trovare sul nostro sito), è il turno di chi in campo non ci è sceso, ma che ha avuto comunque un ruolo fondamentale. Analizziamo i tecnici e la società rossazzurri:

Sottil voto 5: le premesse erano straordinariamente positive, sia per il mercato che per l’ottimo inizio di stagione tra coppa Italia (dei big) e primo scorcio di campionato. Poi man mano tutto si è smarrito. Difficile capire le ragioni di quanto accaduto, sicuramente lui avrebbe potuto far meglio riguardo la gestione dei singoli e la ricerca di un equilibrio tattico definitivo. Poco lucida la scelta di “attaccare” qualcuno, in primis Pisseri, il giorno dopo il suo esonero. Nei playoff sembra dare una quadratura alla squadra, specie sul piano mentale. Ma c’è da capire il motivo per il quale contro il Trapani non si sia riusciti ad imporre il proprio gioco. Futuro lontano da Catania.

Novellino voto ?: impossibile dare una valutazione all’ex tecnico dell’Avellino. Come ingiusto sarebbe stato non dare alcun voto perché, al di là di tutto, ha inciso negli equilibri della squadra nel bene e nel male. C’è peró da capire cosa sia accaduto dopo il doppio successo, in pompa magna, su Catanzaro e Juve Stabia. La squadra sembrava poter spiccare il volo, invece è stata risucchiata nuovamente nel triangolo delle bermuda della mediocrità. Gli va dato merito per aver lanciato più di qualche giovane; gli va rimproverata la gestione di alcune gare (su tutte quella sul campo della Cavese che è costata il terzo posto). Ma al netto di tutto, l’esonero è sembrato essere esule dalle dinamiche del campo. Inimicizie nello spogliatoio? Forse, ma bisognava dargli una chance ai playoff. Magari a costo di “sacrificare” qualche singolo di lusso.

Argurio e Lo Monaco voto 4.5: il miracolo economico che il Catania, grazie a loro ed a molti altri, ha compiuto nelle ultime stagioni va celebrato, questo è certo. Ma in questa stagione, se ci atteniamo all’ambito sportivo, è stato commesso più di qualche errore. Soprattutto sul piano comunicativo. La serie B “scippata” dai tribunali nella passata stagione poteva essere qualcosa da cui ripartire più forte di prima, si è tramutata in alibi poco utile all’assetto mentale del gruppo. Essere “sicuri” di arrivare davanti alla Juve Stabia, con tanto di dichiarazioni pubbliche, per poi concludere al quarto posto è sinonimo di poca lucidità davanti ai microfoni. Rivedibili alcune scelte di mercato, positive delle altre. Ma in generale il voto deve essere negativo, semplicemente perché i risultati sono stati troppo lontani dai proclami iniziali. Senza dimenticare la controproducente inimicizia creata con buona parte di una tifoseria che, anche nel momento meno propizio, ha sempre risposto presente.

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