Il Catania può solo rimproverare se stesso per la disperata situazione di classifica attuale e per i sempre più probabili play out. I rossazzurri hanno ampiamente deluso, soprattutto nel girone di ritorno. Guardando il ruolino di marcia di Calil e soci si può notare come la squadra si sia inguaiata soprattutto nel periodo tra febbraio e marzo. Le sofferenze rossazzurre si acuiscono con l’inopinata sconfitta di Ischia per 2-0. Il match contro gli isolani sembrava una formalità, ma in realtà mise in evidenza tutte le crepe della gestione Pancaro. Due giornate dopo gli etnei sono in trasferta a Catanzaro. Altra gara spareggio e, nuovamente, rossazzurri non pervenuti al Ceravolo, soprattutto in avanti. Il Catania ha una difesa semi impermeabile, ma un attacco che stenta terribilmente. Manifesto di queste difficoltà è, senz’altro la gara di Martina Franca, la prima di Moriero, che però rimedia una sconfitta incredibile (finirà 1-0 per i pugliesi), contro una delle squadre meno attrezzate per la categoria, mentre l’attacco fa ancora scena muta contro una delle difese più battute. Il tunnel non finisce in Puglia, però. Alla 26a giornata il Catania ospita la Juve Stabia in casa. Altra sfida salvezza ed altra cocente delusione. L’1-1 dà qualche speranza di reazione da parte del gruppo, ma sa profondamente d’amaro, visto l’ottima partenza di gara, poi vanificata. A latitare è ancora una volta l’attacco che conferma di stentare in casa come fuori dalle mura amiche. Sarà una costante, fatale, del finale di stagione.
Foto: Filippo Galtieri


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