Ormai son passati quasi due mesi dalla chiusura del calciomercato di gennaio e si possono cominciare a stilare i primi bilanci. In terra rossazzurra sono arrivati Di Cecco, Bombagi, Pessina, Lupoli, Gulin, Felleca e Logofatu per “rafforzare”, non “riparare” la rosa del Catania. Partiamo da Pessina, talento delle giovanili del Milan e della Nazionale. Pronti via buttato nella mischia da Pancaro ma tolto dopo 45 minuti ad Ischia con un giallo sulle spalle. È passato un mese e mezzo da quella gara, ma di Pessina neanche l’ombra. Bocciato o cosa? Andiamo avanti con Bombagi, 5 presenze per lui di cui 2 con 29 minuti totali per riprendere la forma. 1 gol e un cartellino rosso nel suo bilancio. Forse ci si aspettava di più, ma con Moriero può crescere. Arturo Lupoli è il flop più rumoroso del mercato del Catania. Messo sempre a gara in corsa (141 minuti totali) per cercare il gol negli ultimi 20 minuti, non è mai riuscito ad inquadrare la porta, neanche da distanza ravvicinata. Prima dell’ultima gara con l’Akragas, il Catania con Lupoli in campo non aveva mai segnato. Un caso? Crediamo di no. Andiamo avanti con Di Cecco, unico acquisto realmente riuscito. Di indubbio livello superiore ma se non viene supportato in mediana può risultare vana la sua esperienza e determinazione. Per lui 890 minuti, il più presente da quando è arrivato. Molti meno, solo 30, invece i minuti a disposizione di Gulin, contro l’Ischia, poi il dimenticatoio della panchina e delle noie fisiche. Di Felleca e Logofatu impossibile parlare poiché oltre qualche sgambata di allenamento Catania non ha visto. Forse ci si domanda perché prendere il primo lasciando partire Di Grazia (sono coetanei), ma probabilmente resterà uno dei misteri di un mercato che ad oggi ha tutti i connotati per essere definito un flop.
foto: Edoardo Monterosso / newscatania.com


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