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Di Stefano a NC: “Dopo la rescissione, Lodi avrebbe firmato per il Catania”

Di Stefano a NC: “Dopo la rescissione, Lodi avrebbe firmato per il Catania”

All’indomani della chiusura al cardiopalma del calciomercato di gennaio, il giornalista di Sky, Peppe Di Stefano, racconta a NewsCatania.com i tanti retroscena sulla trattativa che avrebbe potuto riportare Francesco Lodi al Catania e svela quale sarebbe stato l’epilogo, se il fantasista napoletano fosse riuscito a rescindere con l’Udinese.
Ecco la sua intervista rilasciata alla nostra redazione:

Peppe, il mercato si è chiuso da meno di 24 ore e per il Catania è mancata solo la ciliegina sulla torta, dato che fino alla fine sembrava che Lodi potesse davvero tornare in rossazzurro. Credi che sarebbe andata così, se avesse rescisso con l’Udinese?

“Per quel che so, il Catania e Ciccio Lodi hanno fatto di tutto per tornare insieme. Tutto. Ieri i contatti telefonici tra il giocatore e il direttore Lo Monaco saranno stati una trentina, minimo. Di mezzo però (e quando si parla di lavoro i soldi non possono non essere un dettaglio) c’era sempre un contratto di 18 mesi a cifre importanti da risolvere con l’Udinese, ed è per questo che ieri mattina Ciccio Lodi ha preso un treno da Venezia e alle 13:00 si è presentato alla stazione Centrale di Milano”.

Secondo te, immaginava già di dover vivere una lunghissima giornata chiusa con l’imprevisto finale o pensava di sistemare tutto e firmare con qualcun altro in breve tempo?

“Dopo il no alla Ternana, prima di dire si o no al Catania, alla Spal, al Bari, o a chiunque altro, Lodi doveva risolvere il contratto con l’Udinese. Non esistevano altre strade.
E, dopo aver cercato un accordo per l’intero pomeriggio, Lodi e l’Udinese sembravano averlo raggiunto intorno alle ore 22, all’ottavo piano dello StarHotels Business Palace”.

E allora poi cos’è andato storto?

“In realtà, al momento delle firme è sorto un problema relativo alla tassazione, che ha stravolto tutto e modificato le cifre, ma Lodi teneva aggiornato Lo Monaco costantemente”.

Però quando è saltata la rescissione si è cercata un’altra strada…

“Si, appena si è capito che la rescissione era impossibile (erano le 22.40), l’unica soluzione fattibile era il prestito secco di 6 mesi. Ci ha provato la Spal, che alle 22.54 si è presentata all’ottavo piano con contratto già compilato, ma ci ha tentato anche e soprattutto il Catania e credo ci sia stata pure una telefonata tra la dirigenza rossazzurra e l’Udinese. Ma proprio la società friulana, appunto (che avrebbe dovuto contribuire all’ingaggio fino a giugno sia per l’una che per l’altra società), da quel che so ha detto no. E non dipendeva nè dal Catania nè da Lodi”.

Un peccato anche per il Catania, perché sembrava che Lo Monaco ci credesse davvero. Che ne pensi?

“Lo sforzo che aveva fatto il Catania era immenso, proponendo tre anni e mezzo di accordo. E Lodi, una volta risolto il contratto con l’Udinese, per quel che so avrebbe immediatamente firmato con il Catania e (dato che aveva gli scatoloni già imballati) oggi si sarebbe già messo in viaggio per la Sicilia. Ma è andata così”.

Pensi che le possibilità di ritorno di Lodi al Catania si siano esaurite anche per il futuro?

“Chissà. Addirittura a tarda notte e quando l’operazione non era più fattibile, visto il forte legame, credo che Lodi e Lo Monaco abbiano avuto più di qualche contatto telefonico. Magari per un appuntamento a fine maggio. O forse si è trattato di un semplice saluto. Si vedrà nei prossimi mesi. Naturalmente, dato che ero presente e avete chiesto il mio parere, mi sono permesso di dire la mia su questa vicenda, perché a Sky mi hanno sempre detto di fare cronaca e non dietrologia”.

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