In esclusiva per newscatania.com l’editoriale firmato da Giovanni Finocchiaro, corrispondente ed inviato del giornale La Sicilia.
Dieci punti in cinque giornate, dopo un filotto di tre vittorie consecutive. Bravo Lo Monaco e bravo il Catania di Cristiano Lucarelli che oggi comincia a mettere in mostra i frutti del suo lavoro svolto in estate. Un lavoro fatto di tecnica e motivazioni. Non è facile cambiare il trend negativo e l’andamento di due stagioni in Serie C, una di Serie B ed una di Serie A. La qualità degli acquisti fatti da Lo Monaco è di categoria. In Serie B il Catania affrontò il campionato con tanti stranieri e molti provenienti dalla Serie A, lo ricordiamo tutti. Una volta lo chiesi a Cosentino che mi disse che quelli bravi possono giocare in qualsiasi categoria: questo è anche vero, in parte, però in Serie C servono giocatori che conoscono il campionato.
È vero, anche nel 2015 (il primo anno di Lega Pro) il Catania iniziò la stagione benissimo, con 11 punti in 5 giornate. Non è la stessa cosa. Ma quest’anno si respira proprio un’aria diversa, è materialmente tangibile. La penalizzazione incideva mentalmente, ed anche tanto. Diventava una stressante corsa contro il tempo, dove la classifica non era mai amica. Stamattina ho guardato la classifica e vedere il Catania là sopra anche sul piano ottico è un vantaggio, è un fattore. Senza penalizzazione è tutto diverso.
Tre vittorie di fila, bel bottino per Lucarelli. Ma la più importante è stata quella fuori casa a Brindisi contro il Francavilla, senza dubbio. Da che mondo è mondo negli ultimi anni il Catania ha sempre stentato fuori. Bravo Lucarelli anche per il modo in cui è arrivata questa vittoria: il Catania ha prima aspettato il Francavilla sfiancandolo, poi è uscita l’esperienza degli etnei. È anche vero che vincere gare come quella contro l’Andria inietta fiducia. È una vittoria di un gruppo che sa essere tale, con individualità importanti. Lodi ad esempio, gol a parte, ha alzato il ritmo nella ripresa mettendo in difficoltà tutta la retroguardia della Fidelis Andria. Ripa sta cercando di recuperare la condizione ma è pur sempre uno degli attaccanti più forti del campionato e si è procurato il rigore, coincidenza o meno che sia. Non vorrei essere nei panni di un allenatore avversario che deve studiare la gara e vede Ripa, Marchese, Lodi ma anche Bogdan ad esempio che si sta esprimendo da titolare esperto e non da esordiente o quasi qual è.
Il Catania ancora non è una grande squadra, ma sta studiando per esserlo. Siamo all’inizio del campionato e l’impatto è stato importante. La stagione però è talmente lunga che tutte le squadre avranno delle flessioni. Il Matera ad esempio è partito male. La cosa più difficile in questo campionato è avere una regolarità di risultati: Lucarelli dovrà essere bravo nel cercare di studiare e proporre accorgimenti diversi. Il Catania ha la coperta molto lunga ed è un bene l’utilizzo di tanti calciatori, oltre che un segnale di crescita.
Un grande gruppo formato da grandi individualità dicevamo. Come Russotto ad esempio, di cui ne sto parlando spessissimo e bene contrariamente a quanto fatto negli ultimi due anni. Si deve ammettere un cambiamento radicale in lui, sperando che duri, dando un riconoscimento a chi prima si è beccato tutti gli improperi del mondo. Mazzarani che succede? Niente, il problema è solo di abbondanza e di caratteristiche. È vero, lui deve adattarsi nel ruolo di mezzala nell’idea del Catania, proprio per venire incontro alle esigenze del 3-5-2. La stessa abbondanza c’è in attacco: quando Ripa starà bene, ne potranno giocare sempre e comunque due tra lui, Curiale, Russotto, Di Grazia, Ze Turbo.
Il momento di Di Grazia è invece ancora da inquadrare. Si pensava che partisse tra i 5 di centrocampo, poi a Brindisi ha giocato in attacco e credo che Lucarelli lo veda più come una seconda punta. Non si tratta di aspettarlo, ma di inserirlo in determinate partite, il potenziale lo conosciamo. L’abbondanza tra i reparti è un valore aggiunto non un problema: una squadra che vuole vincere deve saper ovviare a delle assenze.
Adesso Cosenza. Mi preoccupa la situazione dei calabresi, soprattutto dopo il cambio di guida tecnica. Penso che il Catania andrà li gasato e cosciente della sua forza rispetto al passato, forte anche della vittoria a Brindisi. Questa sicurezza non deve però trasformarsi in un pericoloso eccesso. Se il Catania va a Cosenza senza umiltà allora può cadere in trappola. Se riesce a mantenere equilibrio probabilmente anche li farà una prestazione concreta.


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