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Escl. NC – Pino Rigoli: “Io al Catania? Sarebbe un onore, ma l’Akragas…”

Escl. NC – Pino Rigoli: “Io al Catania? Sarebbe un onore, ma l’Akragas…”
Sui giornali odierni il nome di Pino Rigoli, attuale tecnico dell’Akragas, è a più riprese accostato alla panchina del Catania. La redazione di newscatania.com lo ha rintracciato per commentare queste voci di mercato, ma non solo. Questa l’intervista in esclusiva ai nostri microfoni:

 

Mister per lei è stata una stagione importante. Come si può riassumere in una parola?
“Straordinario penso, per quello che abbiamo fatto. Per i risultati e per quello che siamo riusciti a fare anche perchè l’organico è rimasto tale e quale alla precedente gestione. È straordinario quello che abbiamo fatto”.

 

Sono 8 vittorie in 9 giornate, in 2 mesi che vi hanno portato ad essere in quel momento la miglior squadra (anche prima in classifica del girone di ritorno) del campionato di Lega Pro. Quali corde ha toccato in quel gruppo?
“L’idea che ho portato io è quella del lavoro, del sacrificio, della compattezza. Ci sono stati degli accorgimenti del punto di vista tecnico e tattico. La squadra aveva determinate caratteristiche, facendo un’attenta analisi dei numeri della stagione fino a quel momento. Abbiamo fatto delle valutazioni, e su questa base abbiamo portato avanti la nostra idea. Abbiamo modellato il vestito. In metafora siamo stati dei sarti su quello che avevamo. Abbiamo cucito all’Akragas l’abito addosso sul piano sia tecnico che mentale. Abbiamo cercato di ridare serenità al gruppo. La tifoseria contestava in quel momento, anche se non erano contestazioni esagerate. Abbiamo ridato po’ di serenità e abbiamo fatto quelle 8 vittorie sopra citate”.

 

Il derby col Catania è stato per voi una vittoria molto importante ai fini della salvezza…
“Per me la partita importante per il resto della stagione è stata a Monopoli, e l’abbiamo vinta. Quella è stata la partita che ci ha permesso di portare avanti le idee che avevamo e di lavorare in un certo modo. Poi la partita col Catania ci ha fatto capire che potevamo ambire alla salvezza diretta. Noi arriviamo in quel momento sapendo che abbiamo fatto 16 punti, ma che dovendo togliercene 5, teoricamente saremmo stati penultimi con 11 punti. Quando fai quel filotto di vittorie e arrivi a vincere col Catania, significa che ti tiri fuori dai playout e ti salvi. Per questo ritengo che la gara sia stata determinante, perchè altrimenti rischi di fare i playout”.

 

Il Catania salvo all’ultima giornata. Lei che lo ha seguita già dal suo ritiro estivo, se lo aspettava o si potevano nutrire altre ambizioni?
“Io mi aspettavo altro, diciamo da tifoso catanese. Il Catania era la Juventus della Lega Pro e ritengo che, nonostante la penalità molto pesante, si poteva fare di più. Io parlo da fuori, non conoscendo le problematiche interne e quindi non posso dare giudizi su quello che è stato fatto. Però, per il fatto che vivo a Catania e sono ormai un catanese trapiantato, mi aspettavo di più. Sicuramente in questo c’è la mia parte di catanesità. Però ripeto, pur non conoscendo le problematiche e parlando da esterno, per il valore della squadra, il Catania quest’anno poteva fare meglio”.

 

Di Grazia con lei è esploso. Che tipo di carriera vede per lui? A Catania l’hanno prossimo può fare il titolare di una squadra che avrà grandi ambizioni?
“Andrea veniva dal campionato primavera e quella con l’Akragas era la prima vera esperienza di squadra maggiore, dove gli obiettivi sono diversi. Lui ha delle grossissime qualità, può essere un calciatore di prospettiva e ha bisogno di giocare. Più gioca e più migliora. Con me ha giocato da punta esterna ma non lo è. In un calcio diverso lui deve e può fare altro. Da punta esterna si limitano molto le sue qualità”.

 

Dove potrebbe rendere di più allora?
“Secondo me in un centrocampo a 3 può fare l’interno o una seconda punta, o trequartista, di un attacco a 2 punte. Secondo me ha queste caratteristiche ma è un parere mio personale. Ne avevo parlato anche con lui ed era disponibile, ma per fare questo deve crescere ancora, e non è ancora pronto. Bisogna lavorarci su queste cose, non sono situazioni che si inventano dall’oggi al domani”.

 

Lei ha un contratto fino al 30 giugno. Oggi sulla Gazzetta si accosta il suo nome alla panchina del Catania. Cosa si sente di commentare?

“Mi fa molto piacere. Il Catania è una società che tutti avrebbero l’ambizione di allenare. Fa molto piacere, ma posso dire che non c’è niente di concreto. Sarà un accostamento giornalistico, che però mi fa indubbiamente un enorme piacere. Il fatto di essere accostato ad una panchina così prestigiosa è un orgoglio”.

Si incontrerà con l’Akragas per parlare del rinnovo in questi giorni?
“Io ho un contratto fino al 30 giugno. Dopo di che posso decidere autonomamente, dando precedenza al progetto Akragas. Se verrò chiamato penso che sia giusto dare la precedenza a chi mi ha dato quest’opportunità di lavoro. Poi naturalmente in base a quel che mi viene proposto valuteremo. I rapporti con l’Akragas sono ottimi, quindi non c’è motivo per non parlare con la società che mi ha dato questa possibilità. Fermo restando che l’accostamento alla panchina del Catania mi fa piacere. Oggi la giornata la vivo in un modo diverso, non ero a conoscenza di questa notizia…”.

 

foto: AgrigentoOggi.it
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