Qualche giorno fa, l’edizione on line de “La Gazzetta dello Sport” ha dato ampio risalto alla storia di Massimo Piloni, 67enne, ex riserva di Zoff nella Juve ed ex preparatore dei portieri rossazzurri, dal 2000 al 2003, sotto la presidenza dei Gaucci. Piloni, vive attualmente ben lontano dal clamore del calcio patinato. Periferia romana, una casa, messa all’asta già due volte, dove vive con la moglie ed il figlio che, come tanti altri ragazzi d’oggi, non riesce a trovare impiego. La carriera di preparatore dei portieri, frenata dal passaggio alla Sanbenedettese, dopo l’esperienza in Sicilia, di cui però serba bei ricordi:” Mi piacerebbe ancora un’esperienza all’estero con Toshack, un grande allenatore che conobbi a Catania e che seguirei ovunque”.
Diverse vite alle spalle per Massimo,che fino a qualche giorno fa viveva con 900 euro, senza la possibilità di ripianare i debiti.“Ho 7-8 chili di bollette non pagate nell’altra stanza, quando posso pago quella del gas per cucinare. Non posso permettermi il bollo dell’auto da 3 anni, e difatti non ho più la macchina. Sto in casa tutto il giorno, esco solo per andare a prendere i nipotini all’asilo”, aveva riferito giorni fa alla Gazzetta dello Sport.”Posso ringraziare i Gaucci, che con me sono stati sempre eccezionali, e soprattutto il mio grande amico Sergio Brio, l’unico in questi anni ad avermi dato un aiuto concreto”. Proprio Brio, qualche giorno fa ha organizzato una festa in suo onore con una lunga lista di ospiti dal mondo del calcio, gente che Piloni ha incontrato o allenato nella sua vita calcistica: Spinosi, Giannichedda, Candela, Nela, Cordova, Chierico, Marcolin, Fiore, Cesar, Franceschini, Orsi, Caso, Venturin, Giordano, Viola e Felice Pulici e l’ex rossazzurro Michele Zeoli. Aiuto che è arrivato a sorpresa, qualche giorno fa, proprio dopo l’appello lanciato dalle pagine della rosea. Il presidente dell’Atletico Vescovio (Eccellenza romana) Stefano Vaccari ha deciso di ingaggiarlo in qualità di preparatore dei portieri dopo aver letto l’intervista rilasciata dall’ex portiere di Juventus e Pescara. Il finale migliore che Massimo potesse immaginare.


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