Domani sarà il Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto durante la seconda guerra mondiale, e tra le pagine de La Gazzetta dello Sport il ricordo più vivo va a Geza Kertész, tecnico ungherese che nelle stagioni dal 1933-1936 e 1941/42 guidò dalla panchina i rossazzurri in tante imprese tra le quali una storica promozione in Serie B nel 1934.
Il ricordo è votato ad un uomo vero, oltre che un tecnico preparato. L’inventore del ritiro, così viene definito tra le pagine della rosa che per la prima volta a Catania raccolse sotto un tetto i giocatori del club etneo a vivere e dormire insieme per un determinato periodo di tempo. Un neofita per i tempi, a cui sarà intitolata una strada catanese tra via Sebastiano Catania e via Galermo per lui che morì da eroe durante la seconda guerra mondiale. Kertèsz infatti per far scappare dei prigionieri tedeschi si travestì da ufficiale tedesco. Fu scoperto e fucilato dai nazisti nel cortile del castello di Buda il 6 febbraio del 1945, appena tre anni dopo il suo secondo saluto alla Città di Catania che da allora non l’ha mai dimenticato.


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