Riportiamo le parole rilasciate nella parte introduttiva da Grella e Lucarelli in occasione della conferenza stampa indetta oggi per la presentazione del tecnico toscano.
GRELLA – “Ringrazio Zeoli, ha preso in mano una situazione non semplice. In famiglia si trova sempre qualcuno disponibile e lo volevo ringraziare per la sua disponibilità. La decisione non era facile da prendere: quando abbiamo capito che c’era la possibilità di fare una chiacchierata con Lucarelli ho preso subito la palla al balzo, ci siamo trovati subito a nostro agio nelle varie chiacchierate fatte. Lui è l’uomo giusto per noi. Sa la stima che ho per lui, la sua voglia e la sua fame mi hanno colpito. Nostro progetto va avanti, è flessibile ed in questo momento Lucarelli può portarci ciò che noi desideriamo. Io ci credo ancora”.
LUCARELLI – “Vi ringrazio di essere così numerosi, ormai ci conosciamo tutti. È tutto stato così improvviso e veloce, grazie alla nuova regola che permette questa possibilità, c’è voluto pochissimo per entrare in sintonia. Sulle idee, sul futuro e su quello che deve essere il mio ruolo all’interno della società. Ho percepito anche la forza economica di questa società ed il fatto di non aver l’anello al naso. Ho rifiutato altre proposte di B per venire a Catania. Sapevo che prima o poi sarei tornato, viste le vicissitudini ha fatto sì che questa cosa fosse più rapida. Mi ha colpito. Ho sempre sentito la certezza di raggiungere l’obiettivo. Per stare in questa piazza servono determinate caratteristiche, come il groppone per sopportare il peso di chiamarsi Catania. Era giusto dare quella sgasata finale che in passato per una traversa o un palo c’è sfuggito per poco. Questa volta devo fare in modo di riuscire ad agguantarla, ma sono convinto di farcela. È arrivato il momento di farcela”
Lavoro di squadra – “Il nostro lavoro sarà quello di battezzare un gruppo solido, creare un’anima e nel corso degli anni puntellare la rosa. Va capito che bisogna inculcare la mentalità da Catania, una piazza che non è per tutti. Serve un lavoro certosino, e la capacità di valutare sconfitte e vittorie. Non è mai tutto da buttare”.
Avversarie – “Il girone C è diverso da quelli del nord Italia, perché vai in campi difficili e caldi. Sicuramente va dato merito alla Juve Stabia, che sta facendo un ottimo lavoro; poi ci sono squadre comunque importanti come il Benevento, la Casertana. Insomma, ci sono tante realtà che hanno lavorato bene sulla costruzione della rosa e adesso stanno raccogliendo i frutti”.
Obiettivo stagionale – “Fare previsioni adesso è complicato. La situazione è migliorabile, non ho il minimo dubbio su questo. Credo in questa squadra, so che può fare molto meglio rispetto a quanto finora, quanto di meglio lo dirà il tempo. La prima cosa da fare è quella di portare a casa risultati, poi se riusciamo a fare un filotto importante di vittorie, che dia carica e rigeneri la squadra, possiamo dire la nostra. Lo svantaggio dalla prima in classifica è consistente, quindi non dipenderà solo da noi. Il nostro obiettivo è quello di non lasciare nulla di intentato, spendere tutto ciò che abbiamo nel campo sino all’ultima giornata”.
Impressioni – “Porto la voglia di chiudere un cerchio, di dare ancora a questa piazza che per me non è banale. Io voglio coltivare un sogno, se penso che un giorno l’arbitro sancirà la promozione in B con il Catania, i sacrifici avranno un senso. L’ho detto anche ai ragazzi, focalizzatevi su questo”.
Staff tecnico “Preparatore atletico Giuseppe Colombino, Ivan Alfonso lo ritrovo, Richard Vanigli che già conoscente. Pietro Spinosa che è il preparatore dei portieri che ha lavorato con me a Terni in questi quattro anni”.
Trattativa – “Con Grella c’è stato un primo contatto lunedì a mezzogiorno, ci siamo dati appuntamento martedì mattina alle 9:00 e poi mi ha richiamato venerdì. Ho apprezzato molto questo modo di lavorare, perché ti dà proprio il senso di un dirigente che conosce il calcio, ha in mente un progetto chiaro e non vuole prendere decisioni affrettate. La sua calma mi ha piacevolmente colpito, anche perché sapevo che mi avrebbe richiamato, quindi non ho minimamente sofferto questo comportamento”.


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