Quando le cose non vanno mai per il verso giusto non ci resta che provare a sdrammatizzare ironizzando e rispolverando l’aspetto ludico del gioco del gioco del calcio anche quando analizziamo un momento così delicato. Nel ricordo di un Catania fortemente “argentinizzato”, e quindi ispanofono, ci è venuta in mente una locuzione adattata alla fase che stanno attraversando i rossazzurri in campionato dopo il pareggio interno contro la Juve Stabia: questa squadra non sta bene, “no estabian”, come direbbero dalle parti di Madrid, con una formula concepita pensando unicamente all’avversario di turno che, ancora una volta, ha ottenuto punti pesanti al “Massimino”. Rossazzurri che dopo un primo tempo arrembante, alla prima difficoltà nella fattispecie il gol dell’1-1 di Diop, si sono arenati mentalmente più che atleticamente, e alla voglia di fare risultato è subentrata la paura di steccare ancora una volta con i fischi del “Massimino” a seguire quello triplice, e opinabile, del signor Schirru di Nichelino. Ora doppio derby in vista, il primo con l’Akragas domenica prossima all’Esseneto (ore 14:30). Moriero lo ha asserito a chiare lettere: ci attendono otto finali.
Foto: Filippo Galtieri


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