Nato a “Bella Vista” il 27 marzo del 1993 ma forse il meglio di questa “vista” (o forse di ciò che c’è da vedere) deve ancora arrivare. Stiamo parlando di Gonzalo Escalante, matricola e meteora disattesa della sfortunata stagione del Catania col suo ultimo abito da Serie B, trasformatosi in triste abito da notte quando gli albori del 23 giugno schiaffeggiarono gli etnei in Lega Pro. “Smantellamento” allora fu la parola d’ordine. Necessario e forse insufficiente, per i conti soprattutto, quelli che ancor oggi non quadrano per le pazze spese domestiche incontrate lungo la strada. Tuttavia il curioso caso di Gonzalo Escalante (che ben poco ha a che vedere con quello di Benjamin Button) inizia proprio con la parentesi Catania. 26 presenze alla prima stagione in europa ed un gol da vertigine contro l’Entella oltre a delle prestazioni estremamente altalenanti, che gli valgono a tutt’oggi l’etichetta di “pacco sospetto” nella sua più variabile sfaccettatura di significati. Una bomba in procinto di esplodere da un momento all’altro, oppure un calciatore sopravvalutato in cerca più di pecunia che di consacrazioni. Di certo, le etichette la Liga Spagnola non ne ha lette, e non ha tardato a bussare alla porta del Catania, con l’Eibar pronta ad assicurarsi l’argentino, che oggi (dopo 34 presenze, 3 gol e qualche cartellino di troppo) ha moltiplicato il suo valore economico palesandosi adatto al calcio europeo di buon livello. Così, sebbene il mercato sia appena cominciato, già alla porta dell’Eibar sono spuntati i primi acquirenti, come lo Sporting Lisbona, squadra non certo sprovveduta, per richiedere informazioni sul ragazzo di Bella Vista, messosi in bella vista tra Catania e la Spagna pronto al grande salto nel calcio che conta, forse definitivamente, senza strane etichette.
foto: catania.gds.it


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