Sempre meno tempo a disposizione di Sigi per raccogliere la somma necessaria da versare al tribunale per consentire la proroga dell’esercizio provvisorio del Calcio Catania e permettere alla squadra rossazzurra di completare il campionato di Serie C.
Mentre crescono i timori della piazza che la stagione dei rossazzurri rischi realmente di concludersi subito, mandando in fumo anche la possibilità di salvare titolo sportivo e categoria, secondo Meridionews sono almeno un paio le soluzioni per le quali si lavora già, più o meno a fari spenti, se il Catania dovesse essere costretto a ripartire dalla Serie D.
Per il giornale siciliano resta sempre in piedi naturalmente innanzitutto la possibilità di continuare tra i professionisti, magari facendo leva su quel gruppo del Nord Italia che da tempo ha mostrato interesse verso il club etneo e potrebbe acquistarlo in caso di asta. Per Meridionews però, in caso di ripartenza dai dilettanti sarebbero già pronti a mettere in piedi un nuovo progetto sia l’ex presidente rossazzurro, Riccardo Gaucci, che l’imprenditore catanese Francesco Russo Morosoli, intenzionato a portare il titolo del Biancavilla Calcio in città: “Le prossime ore – si legge su Meridionews – scioglieranno ogni dubbio e permetteranno di capire se il Catania avrà ancora qualcosa da dire in questa stagione e, soprattutto, se avrà a breve un nuovo proprietario. Dalla proroga dell’esercizio provvisorio prenderebbe infatti vita l’asta di vendita della società rossazzurra, sulla base di quella cifra indicata dai consulenti nominati dal tribunale, che nelle perizie consegnate il 20 dicembre ai giudici hanno stimato il debito sportivo in 2.948.792 euro, proprio la somma che dovrà essere garantita da chi vorrà rilevare il Catania. Tra appelli, nervosismi e momenti di scoramento, tutto l’ambiente teme che possa non esserci nulla di tutto ciò e che il Catania rischi davvero il baratro, concludendo anzitempo la stagione e fermando il suo campionato a quella sfida persa 2-0 al Massimino contro il Monopoli, proprio il 22 dicembre. In quel caso, dopo ben 75 anni di storia, la città resterebbe senza calcio per sei mesi, apprestandosi a vivere scenari di tutt’altra natura. Per i colori rossazzurri, nella prossima stagione, non si prospetterebbe nulla di più del campionato di Serie D, con il sindaco che dopo aver verificato le intenzioni degli imprenditori interessati a rilanciare il calcio a Catania deciderebbe a chi affidarne le sorti per il futuro. Una eventualità a cui nessuno dei tifosi vuole pensare realmente, malgrado in tanti si attendano che possa verificarsi. E già – riporta sempre Meridionews – si fanno numerosi nomi su chi potrebbe provare a farsi avanti, partendo dal possibile romantico ritorno di quel Riccardo Gaucci che nel 2002 riportò il Catania in Serie B e che secondo le indiscrezioni trapelate avrebbe già incontrato il sindaco Pogliese per illustrargli la sua idea. C’è poi un’idea che ha già fatto molto discutere negli ultimi giorni e che prende spunto da quanto prospettato dal presidente del Biancavilla, Giuseppe Furnari, che ha manifestato l’intenzione di provare a salvare la squadra nell’attuale campionato di Serie D e portare il titolo in città, se il Catania dovesse realmente concludere la sua militanza in C all’inizio del 2022. Tale disegno però – svela Meridionews – non sarebbe solo dell’attuale presidente del Biancavilla, che a quanto pare lo condividerebbe con l’imprenditore catanese Francesco Russo Morosoli, in trattativa da tempo con il patron della società gialloblu per rilevare il pacchetto di maggioranza del club e farsi trovare pronto per renderlo un obiettivo personale. Il passaggio di proprietà sarebbe infatti già in corso d’opera, considerando anche che nelle ultime due settimane alcuni collaboratori del presidente Furnari si sarebbero preparati a lasciare i rispettivi incarichi. Con l’apporto economico di Russo Morosoli la squadra gialloblù sarebbe rifondata, proprio con l’intento di restare in Serie D e cercare, qualora si creasse l’opportunità, di concretizzare il trasferimento a Catania del titolo sportivo e della matricola dell’ASD Biancavilla Calcio. Le norme federali lo consentirebbero, pur non essendo Biancavilla e Catania comuni confinanti, ma trovandosi sul territorio della stessa provincia e distando meno di trenta chilometri tra loro. I requisiti per il trasferimento del titolo sportivo rientrerebbero quindi nei parametri NOIF e basterebbero 31 mila euro e una fideiussione bancaria o assicurativa di 40 mila euro per garantirli, poiché l’ASD Biancavilla Calcio è una società già affiliata e in caso di salvezza dovrebbe solo rinnovare l’iscrizione al campionato 2022/23 di Serie D. C’è da aspettarsi naturalmente che si profilino altre possibilità da parte di chi sarebbe pronto a farsi avanti, se il Catania dovesse realmente essere costretto a ripartire dai dilettanti. Un’opzione alla quale – conclude Meridionews – , fino alla fine, i tifosi rossazzurri non vogliono nemmeno pensare e che sperano ancora si possa evitare con la proroga dell’esercizio provvisorio e l’immediata vendita all’asta del club, considerando soprattutto che si parla da tempo e con insistenza di un gruppo del Nord Italia pronto a subentrare a Sigi in caso di permanenza in Serie C”.


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