Da punto di forza, durante i primi mesi stagionali, a problema da risolvere, in questo avvio di 2016. Questa è in sintesi la parabola stagionale dell’attacco rossazzurro. Gli attaccanti di Pancaro, numeri alla mano, sono il reparto offensivo meno prolifico, nel 2016, insieme ai colleghi della Lupa Castelli Romani. Non proprio un vanto, considerando che la compagine laziale è la meno attrezzata del girone e,salvo miracoli sportivi, già condannata alla retrocessione. A Catania ultimamente il gol è merce rarissima, arrivata solo in due occasioni: nel match esterno, a Cosenza, e due volte in casa, col Matera. Un paradosso per chi in rosa può contare sull’apporto di uno dei primi quattro cannonieri del girone (Calil). Sono ben lontane le capolista di questa particolare graduatoria, entrambe a quota 16,ossia il Benevento , primo in classifica, e la non trascendentale Paganese, battuta al Massimino 3-0, che ha a lungo veleggiato nella parte medio- bassa della classifica. Lontane anche le altre due siciliane, Messina e Akragas, rispettivamente a quota 10 e 8. A confortare i rossazzurri arrivano, almeno, i numeri difensivi. Il reparto guidato da Dario Bergamelli è quasi inespugnabile. Quattro reti al passivo, nell’anno nuovo, che lo qualificano come la seconda miglior difesa, alle spalle del solito Benevento, ed insieme al Lecce. Numeri che fotografano alla perfezione l’attuale momento rossazzurro che, in fase offensiva, sembra spesso esprimersi in una sorta di “vorrei ma non posso”.
Foto da: itasportpress


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