L’altalenante prima parte di stagione del Catania targato Rigoli può essere fotografato da uno degli aspetti più significativi: la gestione della superiorità numerica. Sono ben quattro le gare in cui gli etnei si sono trovati con un uomo in più, in due casi non hanno saputo sfruttare la cosa per poter trovare il vantaggio. E’ accaduto il 20 novembre scorso, a Francavilla Fontana, quando l’espulsione di Casadei al 38′ ha regalato ai rossazzurri più di un tempo con la superiorità numerica. Risultato finale: 1-0 per i pugliesi. Il bis è recentissimo. L’Andria, giovedì pomeriggio, resta in 10 al Massimino al 68′ (rosso a Rada), regalando venti minuti di superiorità ai padroni di casa. Il risultato lo ricordiamo tutti. Ad inizio stagione, però, altre due gare videro il Catania godere dello svantaggio numerico avversario e vincere, ma in entrambi i casi la gara era già sbloccata e l’inerzia pendeva già dalla parte di Biagianti e soci. Il primo caso risale alla sfida di Coppa Italia, in agosto, con l’Akragas. I biancazzurri restano in 10 al Massimino all’80, per l’espulsione di Cazè. La gara si trovava già sull’1-0 per il Catania, bravo a raddoppiare e chiudere il match col 2-0 di Paolucci pochi istanti dopo. Il secondo caso è relativo alla prima giornata di campionato, Catania – Juve Stabia. Le vespe subiscono l’espulsione di Salvi, ma siamo già all’ 88′ e il risultato recita 2-1 per i padroni di casa. Il 3-1 al 94′ di Di Cecco conferma solo quanto costruito in precedenza. A conti fatti i dati parlano chiaro: il Catania non sa sfruttare la superiorità numerica nelle gare ancora da sbloccare, un peccato mortale che è già costato 5 punti, in questa stagione.
Foto da: News Sicilia.it


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