Nella giornata di domani il Tribunale potrebbe imprimere una netta accelerata alla trattativa tra Cordata e Calcio Catania, specie nel caso in cui dovesse decidere di nominare degli amministratori giudiziari in luogo dell’attuale CdA rossazzurro. Fabio Pagliara non ha nascosto la speranza che, al di là di ogni offerta formale presentata, si possa arrivare in breve tempo ad una chiusura della trattativa senza pregiudicare il valore storico e affettivo dell’attuale società. Ai nostro microfoni è stato fatto il punto anche sull’importanza di un piano industriale triennale sostenibile per risollevare le sorti del Catania, con un occhio rivolto ai tifosi.
TRATTATIVA E SENTENZA 25 MAGGIO – “Ho sempre detto che non ne avrei fatto altre. Avere un ruolo in una società di serie D, senza la sua storia e la sua matricola, personalmente non m’interessa. Oggi siamo vicini al 50%, speriamo anche di più. Purtroppo la situazione è complessa, perché insieme al Catania c’è la situazione legata al concordato, quindi al di là della bontà dell’offerta è una questione legale e giuridica. Contiamo e speriamo sul buon senso di tutti, essendoci una proposta concreta per evitare il fallimento. Più di quello che si è fatto non si poteva fare, quindi la coscienza è a posto. Aspettiamo di capire quel che accadrà e incrociamo le dita”.
PIANO INDUSTRIALE TRIENNALE E GRANA STIPENDI – “Gli stipendi rientrano tra i debiti che dovranno essere onorati, ne siamo consapevoli. Ci sono altri debiti, come quelli con l’Erario, ma ne siamo a conoscenza dopo aver fatto la data room. Nei prossimi quindici giorni difficilmente scenderò a Catania, ma con i moderni mezzi siamo in costante contatto con i rappresentanti con la Cordata. Continuiamo a lavorare molto forte non solo a questo aspetto iniziale, ma eventualmente anche sul piano industriale triennale per onorare i debiti e mettere su una società moderna che abbia voglia di farsi apprezzare. La partita vera poi si giocherà sulla programmazione nei prossimi tre anni in un aspetto post-Covid, dove bisognerà capire i vari rapporti con diritti televisivi, con le leghe, con gli sponsor capire che tipo di crowdfunding fare. Ecco questo aspetto mi appassiona particolarmente. Sarà bello concentrarsi sull’azione di sviluppo dell’azionariato popolare, per darei ai tifosi la possibilità di essere parte attiva del progetto”.
Foto: futurapress.it


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