E’ il giorno della verità. E’ attesa a breve la decisione del Collegio di Garanzia del CONI: entro stasera si saprà il format del campionato di serie B e le eventuali ripescate. Sensazioni contrastati: le cinque aspiranti “cadette” spingono, ovviamente, per un ritorno alle 22 squadre; d’altro canto i presidenti dei club di B si dicono favorevoli ad un mantenimento del format corrente.
In primis, Aldo Spinelli, patron del Livorno, si è detto contrario alla formula dei ripescaggi: “Nessuna squadra va ripescata, le società devono rispettare le regole e conquistare la promozione sul campo“.
A lui si accoda il presidente del Padova Roberto Bonetto: “Sono arrabbiato, deluso e pure indignato, venerdì si è scritta una pagina nera, anzi nerissima per il calcio italiano, che non trova pace. E che sta tradendo la fiducia dei tifosi e di chi sta valutando se investire o meno in questo movimento. Così, onestamente, non si può andare avanti. I tifosi mi chiedono se giocheremo a Salerno dopo la pausa e ci mancherebbe altro che non fosse così. E la stessa cosa vale per la trasferta di Foggia, che verrà successivamente. Per organizzare una trasferta, forse non tutti se ne rendono conto, servono risorse, energie e prenotazioni di alberghi e voli aerei. È completamente fuori luogo immaginare di poter cancellare cose già organizzate da tempo. E’ una cosa che personalmente ritengo fuori da ogni logica. Il Collegio di garanzia del Coni doveva decidere nella giornata di venerdì, senza “se” e senza “ma”. Magari anche alle undici di sera, ma aver rinviato tutto a martedì è qualcosa che non sta né in cielo né in terra. Noi presidenti investiamo soldi, risorse e tempo. Qualcuno ci ha pure accusato che l’unica motivazione della serie B a 19 squadre è che avremmo preso più soldi. Si rendono conto, questi signori, che diminuendo di tre unità il numero di club partecipanti, il rischio di retrocessione aumenta considerevolmente? Ci sono momenti, in cui, per senso di responsabilità, bisogna prendere decisioni anche contro il proprio interesse. E noi abbiamo fatto così, 19 società all’unanimità, senza una sola voce contraria. Di questo vorrei che chi di dovere si rendesse conto il prima possibile. Perché siamo abbondantemente oltre il tempo massimo che ci doveva essere concesso. Ripeto è una pagina nera per il nostro calcio e un altro grave colpo alla credibilità di questo sport così amato, ma che ultimamente non trova pace“.
A favore dei ripescaggi, invece, è un ex rossoazzurro come Cristian Caccetta: “Credo che i ripescaggi siano da fare, il format non doveva essere modificato in questo modo. È la mia opinione di calciatore, non da esperto di politiche sportive. In ogni caso i ripescaggi risulteranno determinanti anche per i tantissimi ragazzi che sono ancora senza un contratto“.


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