Ai microfoni di TuttoReggina.com, ha parlato l’ex attaccante del Catania, Gionatha Spinesi, pronunciandosi sul momento delicato che vive il Paese, a seguito del Coronavirus, prima di dedicarsi al calcio:
“All’inizio, anche perché presa sotto gamba da parte della politica, non ci siamo resi conto della gravità. Si pensava si fermasse in Cina, invece l’Italia sembra oggi la seconda Cina. E’ una pandemia a livello mondiale. Sei costretto a chiudere confini, aspettare che si blocchi il virus ovunque. Rimaniamo in casa, atteniamoci alle regole”.
Sul Catania: “Catania è un ambiente difficile, una piazza molto esigente dove il calciatore di Serie A non fa la differenza, ma i giocatori con personalità. In questi anni c’è stata poca personalità in mezzo al campo, non si compra la personalità. Quando vinci i campionati servono almeno quattro calciatori con questa dote. E’ stata un’annata difficile per i problemi societari, non è un caso che dopo questi problemi e lo scarico di responsabilità, la squadra stia rispondendo positivamente. Quando alcuni giocatori sono stati chiamati a dover vincere obbligatoriamente, non hanno reso come dovevano”.
Secondo il “Gabbiano”, inoltre, bisognava azzerare tutto due anni fa, dopo l’addio di mister Lucarelli: “Sì, si doveva fare quello che è stato fatto a gennaio quest’anno. Quel Catania è arrivato a giocarsi il tutto per tutto con il Lecce, che l’anno dopo ha vinto il campionato di Serie B e adesso non sta facendo male in Serie A. Lucarelli aveva una grande squadra ma con due pecche enormi: un giocatore in fase di difesa che sapesse giocare con i piedi ed uno a centrocampo con personalità per fare le due fasi”.


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