Luca Tabbiani si presenta alla città. Nella cornice della sala conferenza del President Park Hotel di Aci Castello, il neo allenatore rossazzurro ha risposto alle domande poste dalla stampa locale spiegando dettagliatamente il suo credo tattico.
GRELLA – “Ha tutte le caratteristiche che noi cercavamo. Avrà supporto per creare una squadra competitiva ed identità ben definita. Io lo stimo e mi sto trovando già bene con lui”.
TABBIANI – “Ringrazio la società per le parole spese e l’opportunità di allenare in questa grande città. So benissimo che è una grande responsabilità, so che debba portare ambizione e stimoli. Michele Coppola allenatore in seconda, Agresti e Catania collaboratori tecnici, Alfonso March analyst, Domenico Castello recupero infortuni e il team manager Armando Pantanelli. Qui c’è una programmazione chiara, sono fortunato”.
PORTIERE – È bene che sappia giocare con i piedi, stiamo cercando profili idonei a queste caratteristiche. Lui ci dà la possibilità di coprire la profondità e di fare stare alta la linea difensiva. Bethers sa lavorare bene con i piedi, oggi il portiere ha tanto possesso palla ed è una qualità da non sottovalutare.
LODI E RUSSOTTO – Le valutazioni sono state fatte col direttore sportivo. Cercavamo determinate caratteristiche e atteggiamenti che volevamo vedere, anche tenendo conto di una certa prospettiva di crescita di squadra. Dopo i rapporti che si sono sviluppati al termine di un anno ricco di vittorie e prendere certe decisioni non è mai facile. Fa parte del nostro lavoro, riflettiamo tanto però sono decisioni che il club deve prendere. Siamo pieni responsabili delle scelte
IDENTITÀ – “Le valutazioni sono state fatte col direttore sportivo. Cercavamo determinate caratteristiche e atteggiamenti che volevamo vedere, anche tenendo conto di una certa prospettiva di crescita di squadra. Dopo i rapporti che si sono sviluppati al termine di un anno ricco di vittorie e prendere certe decisioni non è mai facile. Fa parte del nostro lavoro, riflettiamo tanto però sono decisioni che il club deve prendere. Siamo pieni responsabili delle scelte”.
CHIRICO – “A me piacciono esterni che abbiano voglia di mettere in difficoltà il diretto avversario nell’uno contro uno e che siano bravi ad affrontarlo”.
CENTRAVANTI – “Ci si adatta, mi piace qualcuno che possa legare il gioco e attaccare la profondità. Il direttore sa ciò che voglio”.
OBIETTIVO – Creare una rosa competitiva, che possa giocarsi le sue carte fino all’ultima giornata. So quanta pressione avremo ogni domenica per fare risultato. Ma noi stiamo iniziando a costruire per durare nel tempo. Siamo in una città molto esigente che vuole riprendersi ciò che ha perso. Ma proprio per questo i dirigenti hanno una responsabilità per quanto concerne il futuro. Tutto passa tramite una certa identità di gioco e nel mantenere i conti in ordine. Ogni euro della famiglia Pelligra deve essere ben ponderato. Sono convinto che con il nostro mister che la squadra sarà competitiva, sul risultato finale staremo a vedere.
DE LUCA E GIOVINCO – Credo che tutti possano fare delle cose in un campo di calcio, bisogna vedere se lavorando si possono fare cose diverse rispetto a quelle che già si danno fare. Le richieste e la possibilità di adattarsi a determinate situazioni. Li valuteremo nel corso del ritiro.
DIFENSORI CENTRALI – Se si vuole fare un calcio propositivo che parta dal basso, bisogna che ci sia una buona qualità tecnica. Noi dobbiamo creare delle soluzioni, oggi serve anche essere veloci in campo. Bisogna ragionare sul collettivo e non sui singoli. Se io sarò migliorato dell’1% e io possa avere imparato qualcosa da loro questa sarà la mia grande vittoria. Bisogna trovare il mezzo per raggiungere la vittoria. Se avremo lavorato bene voi lo riconoscerete. Per noi è utile capire se stiamo lavorando bene per ottenere il mezzo per arrivare al risultato finale.
FASCIA DI CAPITANO – Non c’è un’idea su chi sarà il prossimo capitano. È giusto che il mister viva la squadra e poi dopo riflessioni e analisi insieme al resto della dirigenza prenderemo una decisione.
Dovrò portare rispetto a tutti quelli che siete qua, essere educato e trasmettere determinati valori ai ragazzi. Mi piacerebbe essere considerato un buon professionista, una persona che lavora e che possa essere apprezzata. È uno sport che vive di risultati, vorrei lasciare qualcosa di importante. Non mi immagino una data d’addio. Vorrei confermare le aspettative che la società ha riposto in me in questa avventura.
ROSA – Numericamente dovranno arrivare giocatori. Non abbiamo la fretta di prendere tanto per se non rientra nelle nostre caratteristiche. Il direttore Laneri sa i giocatori che servono a me e sono contento di ciò che ho già attualmente.
MERITI DI LANERI – A volte devo prendere decisioni che non condividiamo, fa parte del calcio e della vita. È una persona seria e sa cosa voglio sulla formazione della rosa. E sono molto contento del suo impegno, non si lamenta mai. Lo fa perché vuole costruire una squadra forte che possa fare orgogliosa questa città. Gli ho anche rinnovato il contratto (ride, ndr).
AGRESTI – Ha una grandissima esperienza. Più persone lavorano con me più abbiamo possibilità di avere occhi per controllare cose che possono sfuggire. Credo tanto nel lavoro di staff. Rizzo e Rapisarda saranno importanti all’interno dello spogliatoio.
RITIRO – Non ho problemi a fare vedere gli allenamenti e fare percepire l’entusiasmo che c’è. Ne parlerò con la società e io non sono uno di quelli che fa barricate. Magari per preparare la partita può essere diverso, mi piace l’idea che si riesca a trasmettere positività ed unione con i tifosi. Numericamente ad oggi siamo diciotto più i due portieri quindi venti. Il discorso del settore giovanile a me piacerebbe interagire con mister Zeoli, ci incontreremo. Quando si collabora si lavora bene e portare qualche ragazzo in prima squadra sarebbe una bella soddisfazione per tutti. Ci vuole un po’ di tempo, tutti vogliono tutti e subito e potrebbe essere una conquista giocare a Catania.
AMICHEVOLI – Le stiamo programmando. Le faremo.
ALCHIMIA DI SQUADRA – Gli attori principali sono sempre i giocatori. Noi abbiamo il compito di organizzare la squadra nei vari momenti della squadra. Bisogna arrivare alla domenica sapendo cosa fare poi in campo. Una squadra è un team, l’allenatore deve creare un’organizzazione dove tutti sanno cosa fare. Le qualità individuali poi verranno fuori in maniera importante. La differenza la fa come ti prepari a vincere nel quotidiano, nel creare un grande rapporto tra staff e ragazzi. Non ho gesti scaramantici, credo molto nel lavoro. Il mio motto è credere tantissimo nei valori e vorrei cercare di capire più in fretta possibile che siamo diventati un bel team.


Facebook
Twitter
Instagram
RSS