TOP
Pisseri – Non compie mai interventi determinanti per il risultato, ma c’è sempre, uscendo soprattutto sui numerosissimi palloni in mezzo che il Matera scodella con costanza. Da’ sicurezza a tutto il reparto. Come sempre prova perfetta, senza sbavature. Coinvolto in una vera grande occasione, a 5 minuti dalla fine della partita, ma è superbo nel mettere le dita, o soffiare, su un calcio di rigore di Infantino.
Biagianti – Capitano mio capitano, avrebbero detto se fosse Robin Williams, ma oggi (come spesso accade in realtà) vale benissimo anche per Marco Biagianti. Il numero 27 etneo è un pilastro a centrocampo. Oggi si prende tante responsabilità, in entrambe le fasi, risultando tra i migliori dei suoi. Finisce coi crampi, per una partita giocata con grande quantità.
Bastrini – Premiato lui come emblema di un reparto difensivo che oggi, sebbene fortunato in diverse circostanze, nella ripresa ha protetto benissimo i pali di Pisseri. Cresce l’intesa con Drausio, e non prendere gol a Matera di sicuro è un buon premio per quanto fatto.
FLOP
Silva – In difficoltà anche oggi il brasiliano, che non è riuscito più a far vedere quanto di buono fatto contro l’Akragas o la Juve Stabia. In fase di non possesso è quasi nullo soffrendo costantemente la pressione avversaria. Rigoli gli chiede un lavoro particolare, a fasi alterne mezzala con compiti offensivi, in altri casi invece esterno di centrocampo, ma va spesso in confusione risultando di fatto nullo.
Russotto – Oggi non è in giornata e lo dimostra con una prestazione anonima dove non riesce mai a costruire trame o creare pericoli con le sue progressioni. Se riuscisse a trovare maggiore continuità tra le gare consecutive o durante la stessa partita sarebbe un calciatore forse non solo di una categoria superiore.
Djordjevic – La sua è una partita dai due volti. Nel primo tempo è tra i migliori dei suoi, ma il cartellino giallo rimediato nel primo tempo si fa sentire nella ripresa dove guadagna il secondo giallo e abbandona la squadra a 25 minuti dalla fine. La sua ingenuità rischia di pesare tantissimo, ma alla fine per fortuna Rigoli può sospirare.
foto: Filippo Galtieri


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