Il cambio in panchina viene spesso visto come la “panacea” per tutti i mali. Spesso e volentieri la novità scuote la squadra, portandola subito alla vittoria. Non è questo, però, il caso del Catania. Negli ultimi dieci anni i rossazzurri hanno vissuto ben nove “debutti” di allenatori subentrati in corso d’opera, con i quali quasi mai è coincisa la vittoria. L’unico esempio di subentro subito vincente è quello relativo alla stagione 2007/2008. L’1 Aprile Zenga arriva al posto di Baldini. che debutta battendo 3-0 il Napoli. Due stagioni dopo, il 7 dicembre 2009, Sinisa Mihajlovic rilevava il deludente Atzori. Il debutto del tecnico serbo fu “bagnato” da una sconfitta esterna a Livorno. Stessa sorte subì Simeone, arrivato al posto di Giampaolo il 19 gennaio 2011. L’argentino debutta male con un 2-0 rimediato al Tardini di Parma. Infruttuosi anche i debutti della brutta stagione 2013/2014. De Canio rileva Maran e impatta in casa col Sassuolo sullo 0-0, poi torna Maran e mai rientro fu più amaro, con uno 0-3 interno inflitto dalla Fiorentina. Nelle ultime giornate arriva Pellegrino, che debutta in casa col Toro. Il Catania parte bene, con Bergessio al 2′ di gioco, ma viene recuperato e superato dai granata nei minuti finali, segnando, quasi di fatto, la discesa in B. Non eccezionali neanche le prime da subentrati nella scorsa stagione. Il 19 settembre 2014 Sannino prende il posto di Pellegrino e scambia un anonimo pari interno col Modena. A dicembre torna Pellegrino, che, sempre al Massimino, viene fermato stavolta dal Brescia sul 2-2. Peggiore il debutto di Marcolin, nel gennaio seguente, il Catania, rivoluzionato dal mercato, va a Lanciano e perde per 3-0. Adesso tocca a Moriero, che ha portato una ventata d’entusiasmo. Col Martina proverà a sfatare questo particolare tabù in salsa rossazzurra.
Foto da: guide.supereva.it


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