Nel corso dell’intervento di Peppe Di Stefano ai microfoni di “New Catania Live”, si è parlato anche dell’argomento più caldo del momento ovvero il tanto atteso “closing” tra la SIGI e Joe Tacopina. Stando alle informazioni in possesso del giornalista di Sky Sport, la trattativa non è in pericolo ed entro i primi giorni di febbraio Tacopina diverrà ufficialmente il nuovo presidente del Calcio Catania. Da soddisfare ci sarebbe una condizione fondamentale, scopriamo quale.
Sul gruppo capitanato da Tacopina: “L’avvocato italo-americano non è da solo, è il front man, ma rappresenta un gruppo di imprenditori quasi tutti americani. Sono molto forti da un punto di vista economico e Tacopina è un imprenditore molto intelligente, uno di quelli che mette la faccia ed anche il denaro”.
Sull’accordo da ratificare il 9 gennaio: “Non è un passaggio di quote o di proprietà: l’accordo è stato trovato, ma affinchè la trattativa vada in port si devono realizzare una serie di condizioni, tra queste c’è l’abbattimento del debito con erario e Comune di Mascalucia. Parliamo di un bel po’ di milioni di euro. Il Catania ha 65 milioni di euro di monte debiti: 35 sono legati a Torre del Grifo ed al credito sportivo e quelli possono essere rifinanziati. Affinchè la nuova proprietà compri il catania la condizione sine qua non è che quei 30 milioni debbano essere abbattuti del 50%. In che tempi? Entro il 9 verrà siglato questo accordo dove verrà scritto proprio questo: io Tacopina comprerò il Calcio Catania se nel giro di quattro-cinque settimane massimo si verifichino determinate condizioni inerenti l’abbattimento del debito. Il Catania andrà nelle mani di Tacopina se il debito scenderà su circa 15 milioni di euro“.
Sulla ristrutturazione del debito necessaria per il “closing”: “E’ un accordo che deve fare SIGI: ha l’infinito merito di aver salvato la matricola, adesso dovrà fare un “saldo al stralcio” provando a chiudere le pendenze e le posizioni debitorie di fatto dimezzandole. Un ultimo sacrificio da compiere per il bene del Catania. Ristrutturato quel debito, tutto il resto (15 milioni) se lo accollerà il gruppo Tacopina, che vuole restituire a Catania ed alla Sicilia tutto ciò che hanno ricevuto dai loro nonni”.


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