Meglio una grande e gustosa torta senza ciliegina, o una grande ciliegina con una piccola e magari insipida torta? Forse Bastianich, Cannavacciuolo e co. non avrebbero, per ovvia dimestichezza tra fornelli e matterelli, difficoltà a rispondere, mentre, chi si lascia trasportare da facili emozioni può restare anche ore a domandarselo e non venirne mai a capo. Meglio una torta senza ciliegina. Ma siamo sicuri?
Basta, lasciamo la cucina (e forse anche le metafore). Il Catania ha fatto un mercato importante, rinnovando, con tempistiche d’eccezione quasi completamente l’organico a disposizione del nuovo tecnico. Il pasticcere è stato Lo Monaco. Abile nello scegliere gli ingredienti giusti. Ottimi nell’individualità ma anche e soprattutto in grado di accostarsi bene da loro senza stonare il gusto della pietanza finale. Vero, ancora di campo vero ne abbiamo visto poco, ma l’antipasto sembra pregustare una pietanza in grado di stupire, senza proclami ma a testa bassa. Già, perché il pasticcere è ritornato a casa, ormai mesi fa, con più voglia di prima, spendendo una fortuna in termini di energie, idee (e soprattutto nottate) per dimostrare che alle pendici dell’Etna si può tornare a fare calcio ad alti livelli. Djordjevic aprì la pista e fece capire subito il diktat: valorizzazione e plusvalenza al centro de nuovo progetto. Così la girandola degli stranieri, da Drausio, Martinez, Scoppa a Silva, per le conferme di Barisic e Calil. Tante anche le conferme italiane dei leader del gruppo: Bastrini e Russotto saranno investiti da grandi responsabilità poiché tra i pochi al secondo anno tra le mura di Torre del Grifo. Infine i ritorni. Questo meriterebbe un capitolo a sè, perché posso o piacere o non piacere ma di certo in momenti delicati “l’usato sicuro” (che non ce ne voglia nessuno) è sempre una grande garanzia. Insomma il mix sembra ben concepito, tra giovani, esperti e stranieri, tutti con tanta, tantissima, voglia di fare, dimostrare e vincere.
È mancato qualcosa? Forse si. Ma solo per gli amanti degli effetti e delle facili (e futili) emozioni. Il colpo dell’ultim ora non c’è stato. Quello per cui correre tra le porte degli hotel, col fiato sospeso nella speranza che le lancette non scorrano mai, per poi sospirare e sorridere per gli scatti delle telecamere una volta aver esaurito l’ultima goccia di sudore. Ecco, questo non c’è stato, e se vogliamo i più emozionali se ne saranno ben presto fatta una ragione. Ma di ciliegine Catania non ne aveva forse neanche bisogno. Non solo perché la rosa sembra già completa così, ma perché le corse, le porte e le telecamere non valgono quanto la ciliegina depositata (anzi ridepositata) tra l’Etna a lo Ionio a metà giugno. La vera ciliegina è stata messa prima della torta. Non un azzardo, ma una necessità. È il ritorno di Lo Monaco il fiore all’occhiello di questa campagna campagna acquisti, condotta con calma, trasparenza e senza affanni? In fondo la risposta la avremo solo sul campo, o se vogliamo dalla torta, che già dai primi morsi sembra promettere molto bene, da gustare fino all’ultimo cucchiaino, sperando che nessun pezzo, stavolta, vada di traverso.
foto: newscatania.com


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