Forse sarebbe troppo semplice scrivere “buona la prima” per l’esordio stagionale del Catania di Rigoli tra le mura amiche di quella che sembra ritornata una fortezza inespugnabile. Tutto troppo facile, dopo lo spauracchio iniziale firmato Lisi, che approfitta di una dormita difensiva e buca Pisseri per uno 0-1 che fa risuonare una carica forse da troppo tempo dimenticata al Massimino.
Già, perchè di partite così, ne abbiamo anche viste tante, troppe, in passato, almeno fino al 37’ finite poi con gli etnei uscire a testa bassa dal manto verde. “Catania ni”, così così, fino al gol di Calil dal dolce sapore di vendetta. V per Calil? Si, perchè il brasiliano doveva dimostrare che non ha scordato come sia fatta una porta di calcio e alla prima occasione fa sobbalzare in piedi tutti i cuori presenti, con un gol, una V, che sa per l’appunto di vendetta. Nel secondo tempo, le vespe hanno il pungiglione addormentato e ci pensa un altro grande atteso, il figlioletto prodigo Michele Paolucci. Anche lui con una V nella manica, per chi ha vissuto un incubo in Romania e ha voglia di tornare coi piedi per terra a suon di, pesantissimi, gol.
Tutto bello? Oggi si, perchè la domenica mattina non era così dolce da tanto, troppo tempo tra l’Etna e il Mar Ionio. Le componenti, tanto decantate da Lo Monaco sembrano più coese, ma la tensione resta massima. Già perchè da lunedì si penserà solo all’Andria. Il -3, o -4 fate voi, chiede fermamente già da subito un’altra vittoria, per scacciare spettri già vissuti in passato, da mantenere ben lontani dal presente, per rendere il futuro sicuramente più dolce per le coronarie dei tifosi del Massimino. Vincere dunque resta sempre e comunque l’unica cosa che conta, e nel mare della Lega Pro questo sembra quasi un richiamo per sirene. Facile ingolfarsi in facili illusioni di un “tutto troppo bello” e forse troppo facile. Più difficile, ma assolutamente necessario resettare già da subito. Archiviare, magari con un sorriso. Perché la strada è lunga e la testa, che questa squadra promette di avere non può che essere quella di un cavallo che vuole solo brindare alla fine della lunga corsa. Ma non potrebbe essere altrimenti, dopo la cocente scottatura passata lo scorso anno, che strascichi, si spera, non ne possa proprio lasciare più. Dunque sì, buona la prima, che non sarà mai troppo facile da scrivere, perché già la seconda sarà un’altra gara dove ci sarà tanto sangue da gettare.
foto: Filippo Galtieri


Facebook
Twitter
Instagram
RSS