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Che lingua parla il Catania?

Che lingua parla il Catania?

L’esterofilia attira. Il fascino dell’esotismo spesso ci incute un certo timore reverenziale. Quando per strada ci imbattiamo su un turista dall’accento su cui soffia l’aria del continente dai quadranti settentrionali, ci sentiamo quasi in soggezione. Figuriamoci se a proferire parola sono un inglese, un francese o un tedesco. Ammesso che siamo in grado di decodificare il loro slang.

Ma una cosa è il cittadino catanese, un’altra il tifoso. Poca dimestichezza con le lingue straniere, non per negligenza o ignoranza in materia soltanto perché “u catanisi” prende sempre il sopravvento sugli spalti del “Massimino”, è una questione politica se vogliamo, perché l’unica forma di governo riconosciuta oltre i confini dello stato di Piazza Spedini è…lo stadio!

Così finiamo per mescolare idiomi che apparentemente non hanno nulla a che vedere fra loro e nasce un ibrido linguistico direttamente dalle viscere di Piazza Duomo: il “catanglese” che si traduce in uno slogan: “Let’s go Liotru, Let’s go”.

Lungo il preambolo, breve la conclusione: il Catania targato Lo Monaco, per tradizione gestionale, non parla catanese e inglese ma predilige comunque il plurilinguismo e non più il bilinguismo italo-argentino caro tanto caro all’ad etneo, tanto che ai tempi della serie A gli “arrusti e mangia” di carne di cavallo erano stati soppiantati dall’asado dalle nostre parti. La matrice italiana che il club aveva riconquistato l’anno scorso dopo i tentativi di italianizzazione nell’ultima, sciagurata, apparizione nel campionato cadetto con gli innesti invernali dei vari Maniero, Sciaudone, Ceccarelli e Schiavi, è stata denazionalizzata dai recenti acquisti: a Biagianti, Paolucci,Piscitella, Anastasi, Nava e Pisseri fanno da contraltare l’estremo difensore spagnolo Martinez, il difensore senegalese Mbaye, il terzino sinistro serbo Djordjevic, l’imminente approdo in rossazzurro del centrocampista argentino Federico Scoppa. Una quota estera non trascurabile soprattutto nel campionato di Lega Pro come rivela un dato statistico: la percentuale di giocatori stranieri tra i 34 che compongono attualmente la rosa del Catania è del 26,5 % contro il 23,9 del Messina, il 26,1 del Siracusa e il 23,1 dell’Akragas, tanto per rimanere in tema di siciliane. Quindi i rossazzurri si confermano i più “stranieri” di Sicilia e comunque tra i club del girone C a possedere il maggior numero di calciatori non italiani in rosa.

Lo Monaco è abituato ad internazionalizzare il Catania e, in generale, le squadre che ha amministrato. I risultati, in passato, gli hanno dato quasi sempre ragione per cui il melting pot di Torre del Grifo non dispiace. L’arbitro sovrano resterà sempre il campo, è chiaro, ma che i risultati passino attraverso “u stadiu” o “the stadium”, non è che importi poi così tanto…

foto: vicenzatoday.it

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