Se la Dea bendata avesse potuto sciogliere la fascia sugli occhi, quasi certamente il Catania di ieri avrebbe avuto un punto in meno ed una sconfitta in più. Per fortuna però la famosa Dea della fortuna, aveva la consueta benda che la contraddistingue e ne regola il funzionamento altalenante, e stendendo la mano ha regalato una carezza a Pino Rigoli, mandando su tutte le furie e inutili recriminazioni Gaetano Auteri. Già, non sarà stata la partita perfetta per il Catania, ma un punto a Matera è come un 18 all’università in una materia difficile quando per l’emozione quasi non riesci a far uscire una parola. Ecco, al Catania l’esame Matera è andato priori così. Inerme, senza voce, sicuramente non privo di contenuti, ma impossibilitato a farli uscire da un peso limitante ed imprevisto. Però stavolta è andata bene. L’avrà pensato anche Pino Rigoli, che la partita l’ha preparata per una settimana, e di certo non si aspettava un Catania così bloccato.
La difesa non ha preso gol solo per l’estrema imprecisione del reparto offensivo del Matera, mentre il centrocampo e l’attacco sono stati quasi inestinti, cambi compresi. Dunque come ovviare? Serve più carisma e più intraprendenza fuori casa, che non significa necessariamente meno attenzione dietro. No, serve un atteggiamento tale e quale a quello di casa, dove il Catania visto contro Akragas e Juve Stabia è sembrato spavaldo e con le idee chiare quando c’era da cambiare il volto al risultato. Dunque da Akragas ad Akragas per ritrovare la strada, con un sorriso moderato certo dopo il passo falso di Matera che rischiava di far precipitare il Catania in un burrone, evitato però in extremis dal soffio di Pisseri sul pallone carambolante sul palo. Passo falso solo per la prestazione, sia ben chiaro, perché in fondo (forse) anche Rigoli avrebbe firmato per un punto tra i sassi alla vigilia del match. Adesso il Catania tornerà tra le fedeli mura del Cibali, lì dove è vietato sbagliare per evitare di pagarne dazio a fine stagione. Per farlo il Catania dovrà solo contare sulle sue forze, sul suo atteggiamento e sulla sua idea di gioco, chiara, limpida e visibile anche per una Dea, magari bendata, che non può essere né un alibi, né un paracadute, ma solo un sentiero dall’impellente desiderio d’essere percorso.
foto: Filippo Galtieri


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