Ultimo atto del campionato regolare domani pomeriggio al “Massimino”. I rossazzurri, ancora aggrappati alle flebili speranze di centrare il terzo posto, avranno a disposizione un solo risultato contro il Rieti, aritmeticamente salvo e voglioso di ben figurare al cospetto del pubblico di casa. Per analizzare la situazione in casa reatina è intervenuto ai microfoni di NewsCatania.com Marco Ferroni, giornalista e corrispondente per il “Corriere dello Sport” da Rieti.
Stagione che volge oramai ai titoli di coda e trasferta siciliana comunque da onorare: col Catania ci sarà spazio per le seconde linee?
«Dalle ultime indicazioni che arrivano dagli allenamenti la squadra verrà a Catania con la miglior formazione possibile, perchè c’è la voglia di chiudere la stagione con più punti possibili dopo una rimonta incredibile. Rieti quindi competitivo che cercherà di far bella figura in uno stadio che ancora profuma di Serie A».
Classico giochino del possibile undici che calcherà il prato del “Massimino”: quali calciatori ti aspetti in campo tra le fila reatine?
«Mi aspetto un 3-5-2 seguendo l’impronta tattica ormai impressa da mister Capuano. Tra i pali, al ritorno dalla squalifica, ci sarà Marcone; linea difensiva a tre con il capitano Gigli come marcatore centrale e i due intermedi che saranno Delli Carri a destra e Mattia a sinistra; A centrocampo i due quinti saranno Brumat a destra e Zanchi dalla parte opposta, mentre Marchi e Carpani saranno le due mezzale con uno tra Palma e Grillo che agirà da playmaker basso. In attacco si va verso la conferma della coppia Maistro-Cernigoi. Quest’ultimo è un po’ l’uomo da trasferta ed il giocatore del momento, visto che le quattro reti messe a segno da gennaio ad oggi sono valse dieci punti e la tanto agognata salvezza aritmetica».
Cosa te ne è parso del campionato dei rossazzurri, vissuto tra alti e bassi, e dove pensi possa arrivare la truppa di Novellino nella lotteria dei play-off?
«Dividerei il discorso in due: in campionato come accaduto per altre piazze importanti che hanno masticato calcio diverso, ad alti livelli, l’impatto con la categoria più bassa a volte ti crea un contraccolpo. Preso singolarmente il Catania è molto forte, penso a Lodi, Llama e Biagianti, ma a volte se non ti cali bene nella categoria il nome ed il blasone passano in secondo piano. In particolare in mezzo al campo c’è bisogno della classe operaia e dello spirito di abnegazione, cosa che forse è un po’ mancata quest’anno. I play-off, invece, saranno molto entusiasmanti: si confronteranno squadre che anche in B non sfigurerebbero e penso che il Catania possa mettersi in luce. Saranno partite belle da vivere e da seguire per tutti i tifosi rossazzurri e non».
Quale profilo toglieresti al Catania e inseriresti al Rieti in questo momento: un calciatore d’esperienza oppure un giovane da valorizzare?
«Considerando che il punto debole della squadra laziale è un attacco che fatica a far gol, mi prenderei sicuramente Marotta. Al Rieti manca il bomber vero, un calciatore risolutore in area di rigore che negli ultimi sedici metri può fare la differenza al di là degli schemi».
C’è la concreta possibilità di un trasloco nel girone B l’anno prossimo per il Rieti?
«Sì, è assai probabilie che possa accadere. Bisognerà vedere come verrà ripartita la mappatura ad iscrizioni chiuse. Viterbese e Rieti sono state un po’ corpi estranei in un campionato completamente meridionale, con trasferte come quelle siciliane che hanno rappresentato un bel fardello dal punto di vista logistico ed economico. Sarà un punto caldo quest’estate, sulla quale la società cercherà di far valere la propria parola per tornare in un girone B c’è più attinenza ma, a mio avviso, è molto più tecnico e complicato rispetto al girone C, dove è più semplice ottenere la salvezza».
Fonte foto: rietilife.com


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