“Non mi aspettavo di commentare il Catania ad un punto dei play out. Anche perché l’inizio faceva pensare bene. Non mi sarei mai aspettato il rendimento delle ultime partite”. Comincia così la chiacchierata di Gennaro Delvecchio, ex centrocampista rossazzurro ai microfoni di News Catania su Radio Amore Dance.
Pensi che la questione societaria possa influire psicologicamente sulla squadra?
“Ho vissuto queste situazioni. Il calciatore ha l’obbligo di dare il massimo per rispettare la maglia. Ma la cosa più importante è che, proprio in una situazione incerta, deve mettersi in mostra.I giocatori devono trovare la rabbia giusta per il resto della stagione”.
Che ricordo hai del tifo rossazzurro?
“L’unica certezza dei giocatori è il pubblico. I tifosi non mancheranno e lo stanno dimostrando nel peggior periodo della squadra. Giocatori e allenatore hanno l’obbligo di superare le difficoltà. A prescindere dalla situazione ambigua”.
Un peccato vedere questa gara a questo livello.
“E’ un sacrilegio vedere Catania – Lecce in Lega Pro. Anche perché il livello sia più basso ed anche il lato economico di questo campionato è basso. Devono essere bravi ambiente e giocatori a tenere i nervi saldi”.
26 Novembre 2011, ti ricordi quel Lecce – Catania deciso in extremis da Barrientos?
“Ricordo. Era un periodo importanti per il Catania.Affermato da anni in A. Andava a scoprire giovani interessanti, c’era entusiasmo. Nelle amichevoli a Torre del Grifo arrivavano migliaia di persone. La tifoseria catanese è una delle pià calorose d’Italia. Fa venire nostalgia”.
Conosci Liverani, sei stato sorpreso quando Pancaro, dopo aver inizialmente puntato su di lui, lo ha escluso?
“E’ un ragazzo straordinario. Se Pancaro ha fatto scelte diverse avrà avuto i suoi motivi. E’ un buon portiere, sicuramente in quel periodo l’allenatore avrà avuto una sua visione”.
Foto da: zimbio.com


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