Sullo 0-2, quando il cronometro confortava persino i più scettici, ecco che l’arbitro decreta la massima punizione. Spera il Catania, sperano i tifosi rossazzurri, in una rimonta forse immeritata ma che avrebbe regalato una boccata d’ossigeno in classifica. Dura solo una decina di secondi l’illusione, perché il guardialinee spegne le velleità etnee consultandosi col direttore di gara e convincendolo che Calil aveva simulato.
La storia recente ci rammenta che in Sassuolo-Roma occorsero addirittura 5 minuti all’internazionale Rizzoli per decidere se Sansone fosse stato effettivamente atterrato da Benatia. Prima concesse il penalty poi ritrattò così come accadde in Atalanta-Bologna, nel 2010, scontro salvezza caldissimo. Protaginista fu l’arbitro Tagliavento che solo dopo l’intervento del guardialinee Papi decise per il dietrofront annullando persino l’espulsione comminata a Pellegrino reo ( a questo punto solo presunto), di un fallo da ultimo uomo su Portanova.


Facebook
Twitter
Instagram
RSS