Interviste

Lo Monaco a Di Marzio: “Il Catania era come un figlio morente. Gomez? Tanta roba”

Lo Monaco a Di Marzio: “Il Catania era come un figlio morente. Gomez? Tanta roba”

“Il Catania era come un figlio che stava morendo”. Apre con queste parole l’intervista al sito gianlucadimarzio.com, l’a.d. rossazzurro Pietro Lo Monaco che spiega così i motivi del suo ritorno a Catania. Il dirigente campano fa una carrellata di ricordi su alcuni degli allenatori e giocatori da lui scelti in rossazzurro e rimasti nella memoria e nel cuore dei tifosi etnei: 

Su Montella: ” per me è il numero uno come capacità di gioco in campo, il migliore in Italia insieme a Sarri”.

Simeone: ” avevo una squadra buona che in quel momento si era fatta prendere troppo dalla tattica e dal compitino. Ci serviva un capitano non giocatore, e scelsi il Cholo Simeone. Gli dicevo sempre che stava studiando per diventare un grande allenatore”.

Mihajlovic: “Combattente lui, animo da combattente il Toro. Si sono sposati bene, e fa piacere vedere tutti questi allenatori di successo che hanno una matrice in comune…”.

Maran : “E’ un grandissimo tattico, le sue squadre le mette bene in campo, fanno le due fasi in maniera equilibrata. E’ un allenatore di grande affidabilità, io gli feci fare l’allenatore praticamente già ai tempi del Brescia. C’era Sonetti, lui era il secondo di Baldini e quando fu esonerato ho voluto fortemente che rimanesse lui”.

Tra i ricordi spazio anche ai giocatori:

Su Gomez: “Tanta roba. A volte si spendono milioni e milioni per giocatori dal nome più affascinante o più pompati come Iturbe, che non aveva mai giocato nel River e nel Porto e che aveva fatto mezzo campionato nel Verona: 30 milioni di euro. Gomez lo pagai 1,2 milioni di euro a dimostrazione che i buoni giocatori ci sono dappertutto, basta saperli scegliere e gestirli. L’importante è la gestione, una buona gestione fa di un buon giocatore un grosso giocatore”.

Gli è stato mai chiesto da una big?

“Sì, l’Inter. Voleva Gomez nel 2012, c’era una trattativa ben avviata poi quando andai via da Catania… si fermò tutto”.

C’è un’intuizione cerchiata di rosso nell’album di Lo Monaco e del Catania?

“Farei del torto a tanti ragazzi presi dal niente che hanno fatto tutti bene, mantenendo fede alle aspettative. Mi piace pensare ai ragazzi scovati in C come Biagianti, preso dalla Pro Vasto e poi protagonista in A per dieci anni. Ma gli stessi Izco, Gomez, Barrientos, Bergessio, Vargas, Spolli… Nessuna in A è come il Catania di allora. Si scovava senza soldi”.

E chi rivorrebbe Lo Monaco?

“Loro fanno solo parte di un passato bello, ma mi auguro che ci siano altre pagine da scrivere nella storia del Catania” .

Foto da: newscatania.com

 

 

 

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