Conferenza Stampa

Lo Monaco: “Abbiamo 2 partite per provarci fino in fondo. È un’utopia, ma ce le vogliamo giocare”

Lo Monaco: “Abbiamo 2 partite per provarci fino in fondo. È un’utopia, ma ce le vogliamo giocare”

Ai microfoni della Sala Stampa di Torre del Grifo è intervenuto l’Amministratore Delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole:

“Parto da alcune premesse: i primi ad essere perplessi siamo noi in società.  Siamo i primi ad essere sconcertati per l’andamento imprevedibile che ha preso il nostro campionato negli ultimi 2 mesi, da febbraio contro l’Akragas. Appena 2 mesi fa eravamo sesti in classifica, che con i 7 punti di penalizzazione saremmo stati terzi o quarti. Aggiungendo i punti buttati via, due mesi fa questa era una squadra di alta classifica anche aveva fatto un campionato competitivo. Questa squadra ha spento la luce andando in tilt, trasformandosi in un’altra squadra. Comprendo lo stato d’animo dei tifosi. Alle amarezze degli ultimi anni, hanno avuto l’ennesima amarezza. Capisco lo stato d’animo della Nord che ha fatto un gesto eclatante, decidendo di non andare allo stadio. La nostra gente ha il Catania dentro il cuore.

Mi sono posto tante domande, al di là della classifica non so se le aspettative generali fossero di vincere il campionato. Forse era chiedere troppo per una squadra con i nostri problemi. Per un gioco beffardo del destino siamo ancora a 2 posti dai playoff ed abbiamo l’obbligo di provarci fino in fondo. Capisco il malumore di tutti, ma dico che il Catania è una squadra da amare: mi auguro che la Curva Nord possa tornare allo stadio. Senza risanare non si vince, con gli investimenti giusti per la categoria, calandosi nella categoria. In questi due mesi ho visto cose che non mi so spiegare. Marchese ad esempio l’ho visto crescere da quando era un ragazzino. Alcuni errori che ha fatto recentemente sono incomprensibili. Posso dire che sono certamente gravi, ma non si può dire che Marchese è da buttare nella spazzatura. Nessuno può farlo.

Ricordo che l’idea tecnica è quella di andare in B in 2 o 3 anni, e rimane l’idea tecnica. Abbiamo cambiato Rigoli perché avevamo certi concetti, ma non avevamo un gioco. Siamo incappati in una disavventura. La squadra ha spento la luce. Andando sulla partita di domenica. È gusto fare i complimenti al Siracusa che è la vera sorpresa del campionato. É l’avversario mendo adatto da affrontare in questo momento. Ce la giochiamo nella speranza che la nostra squadra possa avere un sussulto di rabbia agonistica e che la possa affrontare nel migliore dei modi. Abbiamo 2 partite alla fine. Se le vinciamo entrambe potremmo agganciare i playoff. Il ritiro non è punitivo, ma serviva per tenere insieme la squadra. Russotto non incide. È uno dei pochi che potrebbe darci un’accelerata, ma non lo fa. L’errore è stato non valutare proposte a gennaio quando qualcuno ce lo chiedeva con insistenza. É un eterno incompiuto. Sarà utopia ma noi le ultime due partite le vogliamo giocare. Da parte della proprietà c’è la voglia di continuare. Per la prossima iscrizione serviranno circa 2 milioni. Se non avesse voglia di continuare non manterrebbe impedì il Catania. La società sta già programmando la prossima stagione: abbiamo già l’allenatore dell’anno prossimo, abbiamo già Lodi. Nessuno in Lega Pro si sta muovendo già oggi come stiamo facendo noi”.

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