Ai microfoni della stampa ha parlato l’amministratore delegato Lo Monaco, ecco la conferenza integrale:
Mi metto a vostra disposizione, vogliamo arrivare alla partita contro il Foggia senza troppe discussioni: non verrà nessun tesserato, ci sono qui io.
“Fino a tre partite fa eravamo sesti in classifica, mentre adesso ci troviamo dodicesimi; è fuori dubbio che stiamo attraversando un momento di criticità, strettamente tecnico (è successo anche a Juve Stabia, Matera, lo stesso Foggia). Dispiace constatare che davanti a una squadra in difficoltà, dovuta a cose non previste, ci sia un ambiente ostile. Il cambio d’allenatore significa che qualcosa non è andato bene, e ne prendiamo atto”.
AMBIENTE CAMBIATO – “L’ambiente qui è difficile, perché abbiamo mangiato merda negli ultimi 4 anni in cui sono successe cose impensabili. Si è diventati giudici, sparando a zero su tutto quasi aspettando che succeda qualcosa di negativo per giudicare; bisogna capire che adesso siamo in Lega Pro, niente è dovuto perché ci chiamiamo Catania. Siamo in un campionato duro, ci sono tantissime squadre che provano la promozione da anni e non ci riescono; se a questo aggiungi la pesante penalizzazione, la rivoluzione d’organico, raggiungere i playoff sarebbe già in successo. I playoff stessi sono un roulette russa, un campionato a parte; persino il Parma che ha speso 13 milioni circa, non può avere la pretesa di vincere i playoff perché la Lega Pro è così, punto”.
INCERTEZZE TECNICHE – Dopo aver perso a Pagani siamo a un punto dai playoff, e -4 dalla settima in classifica, inoltre alla luce dei risultati maturati in Coppa Italia, nel girone C passa avanti anche l’undicesima classificata. Ci inventiamo cose per nascondere l’evidenza, “la maglia pesa”, “giocare a Catania pesa”. In questi 4 anni l’ambiente è peggiorato, aditando a una sola persona la colpa per tutto il disatro: ma sappiamo tutti che i disastri non si fanno mai da soli”.
Adesso il Catania deve pensare a sopravvivere, stop. Otto mesi fa il Catania era sull’orlo del fallimento, con difficoltà a inscriversi pure al campionato. Bisogna salvare il salvabile, e tutti noi siamo qui per cercare di rispondere a determinate esigenze.
Posso dire che il Catania è una squadra in crisi perché se batti il Matera capolista, poi vai ad Agrigento e regali la partita dopo essere stato in vantaggio capisci che c’è qualcosa che non va: i giocatori sono andati in tilt. Pure col Taranto abbiamo fatto una partitaccia, il Catania aveva la miglior difesa del campionato e adesso subiamo gol a ogni partita.
Noi siamo in difficoltà, abbiamo buoni singoli che però non sono organico, non sono squadra ed è normale incontrare difficoltà. A Pagani abbiamo fatto una partita buona, con tante occasioni create ma abbiamo preso due gol su calcio d’angolo, cosa che manco i bambini dell’asilo prendono gol simili. Adesso, inutile cercare colpevoli, bisogna lavorare e raggiungere i playoff; siamo in Lega Pro, arrivati qui per disfatte calcistiche e non solo.
Domenica arriva il Foggia, da prima in classifica e con il morale alle stelle; vengono a giocare contro una squadra in difficoltà, impaurita. Ma il Catania deve riprendersi, perché ha l’obiettivo lì davanti e deve assolutamente centrarlo, perché ancora abbiamo tante partite per farlo. Penso che bisogna stare vicini al Catania adesso, piuttosto che giudicare e basta; abbiamo un progetto e si sta portando avanti, ragazzi il Catania ha due campionati: uno sul campo, uno sui conti.
Un’azienda avanza una discreta somma, e sono partiti con minacce di pignoramento e cose simili, io sono andato da loro e ho quasi pietito una dilazione, ancora più tempo. Bene, io adesso “pietisco” il vostro supporto, che non deve limitarsi alla singola battaglia ma al campionato intero, una battaglia sino al 7 maggio. Ritorno sul fatto che la squadra ha tanta paura, e la partita di Pagani è un esempio: persino Marchese, che ha fatto 250 partite in Serie A, ha sbagliato e non mi si venga a dire che Giovanni non gioca con sentimento. Stessa cosa contro il Lecce, ragazzi, classica partita da 0-0 ma si concede un’occasione, i nostri sbagliano e si prende gol.
Ecco perchè chiedo a tutti di mettere da parte la negatività e pensare al presente. Siamo in Lega Pro, e nessun tribunale condannerà a morte chi ha combinato tutto questo; la città è legata a questa squadra, e vorrei il Massimino dei tempi d’oro. Chiedo perciò alla gente di starci vicino, di lottare insieme a noi. A tutti coloro che vogliono distruggerci dico che non ci riusciranno mai, perché il Catania è vivo e continuerà a esistere; prendo atto della condizione attuale, e la squadra è letteralmente impaurita.
Questo mio intervento è per dire a tutti quanti di abbassare i toni, perchè così si ingigantisce tutto e non si risolve nulla.
CAPITOLO DEBITI – “Abbiamo debiti federali e fornitori (procuratori, giocatori, etc); e farei distinzione sulla gestione ordinaria: abbiamo già pagato gennaio, e settimana prossima anche febbraio. La Lega impone di pagare tutto entro il 16 aprile, e noi siamo ampiamente in anticipo; aggiungo che la nostra gestione ordinaria è piuttosto diversa rispetto ad altri club. Abbiamo eridato un contratto con un calciatore che costa circa 408mila euro, pensate che alcune squadre con un milione di euro fanno l’intero campionato. Abbiamo chiuso il debito di 1 milione e 200 con Nacional per Rolin, chiuso. Il debito col Boca di 300 mila è dilazionato, con una tranche già pagato. Wisla Cracovia 2milioni e ottocentomila, già pagati con due rate. Transato il debito con il Saint-Etienne per via di Bergessio; con il Racing abbiamo fatto un nuovo accordo, e pagato già 270mila euro che corrispondono a metà del debito. L’unico debito da risolvere totalmente è quello con lo Sporting Lisbona, di 1milione e quattrocento mila per il caso Rinaudo, tant’è che mi recherò in loco per trovare una soluzione”.
Tutte queste situazioni debitorie sono state prese in peso da Finaria, e si cercherà di saldare tutto nei tempi previsti; entro il 31 marzo sarà messo in atto il piano industriale di marzo 2016, e ci dovrebbero consentire di mettere il Catania – a giugno – in una situazione di pulizia. Così facendo il Catania diventa una società pulita, un’azienda che può ripartire. Pensate che, mancano ancora le firme, per sistemare la situazione debitoria con il credito sportivo in riferimento a Torre del Grifo; è chiaro che in otto mesi è un lavoro da doppia promozione, con l’unico obiettivo di non far fallire il Catania.
Se tutto va come deve andare, risolveremo qualcosa come 20 milioni di debiti: una follia in un anno solo. E’ chiaro che fatto questo, il Catania vuole ripartire, non rimanere in Lega Pro perché – paradossalmente – è più facile vincere un campionato di B che qui in Lega Pro.
Il nome di Catania, anche fuori è visto con una sorta di alone negativo che attira l’attenzione di ogni organo giudicante; stessa cosa dei nostri tifosi che quando vanno fuori tornano sempre con tanti DASPO, e dico che noi lavoriamo sempre per togliere questa aria negativa attorno al Catania.
Pulvirenti è un uomo della struttura e conosce bene i ragazzi, quindi andremo con lui fino alla fine. Il discorso dell’allenatore è chiuso, e con Petrone abbiamo visto che questa scelta può risultare difficile. Con De Zerbi mi sento spesso, è un mio ex giocatore; con Montella ho pure contatti frequenti, non significa nulla questo.
ALLENAMENTO APERTO – “Facciamo l’allenamento a porte aperte nel momento in cui il calendario di lavoro ci porta a lavorare nel campo 2, che ha le tribune; non abbiamo problemi di questo tipo”.
Se venderanno a giugno? Deciderà Finaria, sicuramente. Ma come detto, sistemando tutta la situazione debitoria renderà il Catania più appetibile.
GIORNATA ROSSAZZURRA – “Giornata rossazzurra sarà indetta per la sfida contro il Siracusa, già deciso da tempo. Non mi aspettavo il Siracusa così in alto, ma va dato merito alla società che ha lavorato bene; sei vittorie consecutive sono davvero tanti, bisogna soltanto applaudire: allenatore e giocatore”.


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