Conferenza Stampa

Lo Monaco: “Il Messina troverà una squadra pronta. A chi vuol farsi bello col Catania dico che…”

Lo Monaco: “Il Messina troverà una squadra pronta. A chi vuol farsi bello col Catania dico che…”

Ai microfoni della Sala Stampa di Torre del Grifo ha parlato l’Amministratore Delegato del Calcio Catania, Pietro Lo Monaco. Queste le sue parole in conferenza stampa pre gara, in vista di Messina:

“È una conferenza dovuta per prassi, in ottica della gara di domenica contro il Messina. Vedo che un po’ tutti si appropriano del discorso Catania, questo mi sta cominciando a far girare le scatole. Mi riferisco ad interviste ad ex dipendenti del Catania e a chi è chiamato a far rispettare il servizio d’ordine. I nostri tifosi vengono sempre portati come esempio negativo, anziché come esempio positivo. Dà fastidio. Il Catania per tanti anni è stato un esempio positivo, al di là delle vicende negative degli ultimi tre anni. Gli errori hanno colpito in primis la città, che la squadra sente dentro come poche piazze d’Italia. Gli errori commessi sono stati globali. Da quando è successo il fatto, dico sempre che chi è senza peccato scagli la prima pietra. Tutti hanno qualcosa da farsi rimproverare, altrimenti non si hanno questi rovesci pesantissimi. La tifoseria del Catania non è quella del 2 febbraio. La tifoseria del Catania è quella che applaudì ironicamente l’arbitro, quando ne combinò tante al Massimino. Catania è stato anche modello positivo di azienda. Rispondo a quel dirigente che dice che l’anno scorso hanno fatto miracoli. I miracoli li fa il Padre Eterno. Riuscire a risanare questa società dal punto di vista economico sarebbe la nostra vittoria della Coppa dei Campioni. Il Catania si muove con una difficoltà che avrebbe ammazzato chiunque, ma noi siamo qua, andiamo avanti per la nostra strada. Non siamo soddisfatti del campionato fin qui disputato dal punto di vista tecnico, per l’organico che abbiamo. Domenica sarà una bella partita. Si affrontano due squadre che hanno circa 20 punti di differenza. Con le difficoltà che ha il Catania, i 43 punti fatti conquistati sono un buon bottino. Abbiamo un obiettivo, che è quello dei playoff. C’è rammarico, perché domenica se avessimo vinto saremmo stati sesti in classifica. Non molliamo nulla, vogliamo lottare. Affronteremo la partita come se fosse l’ultima, ma come vanno affrontate tutte le partite. Non è un derby, il derby per il Catania è per antonomasia solo quello con il Palermo. La città di Messina chiamata a raccolta per questo evento troverà una squadra pronta ad affrontarla. Poi, il campo sarà giudice supremo di quello che sarà fatto.
Faccio le mie congratulazioni al nuovo presidente del Messina, che è approdato in una piazza tanto desiderata da lui. L’augurio che gli faccio è di spendere gli stessi soldi che ho speso io. Li spenderà meglio, come ha detto lui, perché è un vincente. Gli correggo solo una piccola cosa: capisco la preparazione alla gara e tutto il resto, però dire che dopo Franza non c’è stato più nulla al Messina non mi sembra risponda a verità. Ricordo che io con le mie modeste capacità, pur non essendo un vincente come lui, ho vinto due campionati, lasciando la squadra in Lega Pro. A Messina ho fatto quello che dovevo fare, ho dato. Il calcio si fa verso la gente.

All’inizio della stagione solo 5 calciatori costavano al Catania il doppio della rosa di quest’anno. Pitino ha pagato 308 euro lordi, più 44 mila euro di procura per Calil. Ditemi se è normale che si possa fare una cosa del genere. Dipendenti del Catania che alla vigilia della partita tirano fuori queste tarantelle, sono poco opportuni. E si è parlato di nuovo di persone arrestate per due-tre volte nella stessa intervista. La gente di Catania ha pagato, il Catania ha pagato. Si vada oltre. Quando Pitino dice che ha fatto partite con 12 spettatori dice cose non vere. La gente qui non ha mai abbandonato la squadra. Non si facciano più vanto con il Catania.

Il questore Cardona, nell’intervista rilasciata al quotidiano “La Sicilia”, ha perso un’occasione per stare zitto. Ha fatto una dichiarazione che non gli compete. Finaria ha una situazione debitoria che sta cercando di sanare. Dimostra ignoranza in materia Calcio Catania, che è una realtà complessa, facendo anche una cosa squallida. Lui ora magnifica i tifosi del Catania, prima li considerava come reietti. Il signor Cardona lasci in pace il Catania.

Tornando alla partita. Arrivai a 18 anni nel Messina. Al di là della vita personale, mi sono innamorato della città. È una città bella da vivere, ma sono sempre stato in giro. Non sono mai stato un assiduo frequentatore delle cose della città.

Dal punto di vista tecnico abbiamo una squadra molto poliedrica, ha le caratteristiche per giocare in qualunque modo. Abbiamo voluto dare una smossa al gruppo, un tentativo di responsabilizzarlo. La nostra squadra non ha più alibi. Se non lo fa evidentemente abbiamo delle carenze strutturali. Petrone ha avuto pochissimo tempo per lavorare in vista del Taranto. Lui ha seguito il Catania in questi mesi. Ha inteso schierare la squadra in un certo modo contro i pugliesi. Ora, essendo passata un’altra settimana, si sarà fatto altre idee e penso che la difesa a quattro sia il dogma di Petrone. Gli allenatori bravi sono quelli che si adattano ai momenti e alle caratteristiche della squadra.

Lodi? Questa è casa sua. Ci ha chiesto di allenarsi e dalla prossima settimana lo farà con noi. Nessun risvolto particolare. Si ospitano gli estranei, ma lui non lo è. È uno di noi. Mi spiace che l’Udinese abbia fatto questa pantomima, perché se l’avesse liberato prima avrebbe sicuramente giocato con noi in questi ultimi mesi di campionato”.

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