Conferenza Stampa

Lo Monaco: “Lucarelli ritorno gradito in un momento critico”

Lo Monaco: “Lucarelli ritorno gradito in un momento critico”
Dario Conti

Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Catania, Cristiano Lucarelli, è intervenuto anche l’amministratore delegato etneo, Pietro Lo Monaco. Ecco le sue parole:

“Per noi Lucarelli è un ritorno gradito in un momento abbastanza critico. Siamo contenti di averlo qui, quando si cambia tecnico vuol dire che qualcosa non è andata bene. La partita contro la Vibonese è stata non qualificabile, abbiamo inteso cambiare con chi qui ha fatto benissimo. Abbiamo sfiorato la B a più riprese, siamo usciti ai playoff senza perdere. Anche se il momento non è dei migliori, siamo contenti di aver ripreso un discorso che avevamo interrotto due anni fa. Abbiamo avuto un ruolino di marcia troppo strano: in casa abbiamo vinto tutte le partite, fuori casa ne abbiamo perse troppe. Insieme a mister Lucarelli, tornano anche Vanigli e Conticchio. Si ristabilisce un organigramma che ha già lavorato con successo. Rientra anche Onorati nel ruolo di preparatore dei portieri.
Al di là di tutte le chiacchiere che possono fare tutti, c’è la storia che non può cancellare nessuno. Quando sono tornato al Catania, e non mi stanco mai di dirlo, la situazione era vicinissima a quelle di altre squadre vicino al precipizio, vedi Palermo, Cesena ecc. Il Catania ha cercato di sistemare tutto l’aspetto societario che può non interessare a nessuno, ma è l’essenza di tutto. Il Catania ha cercato di tenere in piedi la cosiddetta matricola e solo un pazzo poteva pensare ad una cosa simile. In tre anni siamo andati avanti, portando un discorso tecnico con le nostre disponibilità. Sinceramente sentire persone che hanno voglia di distruggere tutto questo non lo posso accettare. Mi fa rabbia. Se potessi confrontarmi con loro, lo farei, ma non mi sembra giusto che anni di lavoro, tempo e salute siano in qualche modo oggetto di critica da parte di chi non ha fatto calcio. Purtroppo non esiste nessuno al mondo in grado di garantire le promozioni. Si dimentica che negli ultimi anni, compresi i playoff, sono stati fatti 154 punti. Non sono al Catania per interesse personale, se così fosse stato non avrebbe ottenuto mai alcun successo. Per me il Catania è come un figlio. Il mio sostegno lo darò sempre, ma il passo indietro l’ho fatto una volta quando me ne sono andato il 21 maggio 2012 e lo ripeto: questa volta non succederà. Mi piacerebbe che venissero i signori Michele Spampinato e Giuseppe Rapisarda a gestire il Catania. Il Catania è una cosa importante e i risultati non sono la vittoria a tutti i costi del campionato. E’ vero quest’anno siamo partiti male, potremmo trovare tante scusanti. Vedi l’allenatore, vedi i tanti infortunati. In una sola partita ci son venuti a mancare tre difensori centrali. Bisogna ricordarsi che il Catania dà da mangiare a 250 famiglie, queste sono responsabilità. Qui c’è un discorso ‘chi sei tu e chi sono io’ che non ha motivo di esistere. Il Catania non è formato solo dalle curve. Gli attacchi non mi toccano completamente, il dispiacere c’è, ma nel constatare tante situazioni. Direttore sportivo? Argurio è andato via perché ha ricevuto un’opportunità importante, secondo me anche consona al suo valore, perché ha dimostrato di essere una persona preparata. Non mi è sembrato giusto mettergli i bastoni tra le ruote. Al momento abbiamo un’organizzazione tecnica che è in grado di sopperire a questa mancanza, ma stiamo pensando ad un paio di profili per dare un ulteriore tassello alla squadra e anche al tecnico. Camplone? Io credo che sia partito tutto dalla partita di Potenza, quella sconfitta ha fatto in modo che si perdesse la nostra identità. Nello stesso momento sono iniziati a mancarci diversi giocatori, come Sarno, Catania, Saporetti, a questi si sono aggiunti Di Molfetta, Mbende, Esposito. Sono situazioni che la squadra ha sopperito in casa, ma che in trasferta ha sofferto. Si è già parlato di mercato a Gennaio e non mi sembra ancora il caso, visto che abbiamo in rosa 26 giocatori, diversi che hanno giocato in categorie superiori, ma i risultati non si ottengono con il nome. Camplone è andato via perché i risultati sono stati quelli che tutti sappiamo e abbiamo voglia di ripartire”.

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