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Lo Monaco: “Polemiche da Siena? Ecco come rispondo. E ai tifosi dico che…”

Lo Monaco: “Polemiche da Siena? Ecco come rispondo. E ai tifosi dico che…”

Un Lo Monaco a tutto tondo quello che ha parlato oggi in conferenza stampa:

LA POLEMICA CON SIENA – “Rispondo al sindaco di Siena. Questo non mi sorprende, come tutti i politici, e non me ne vogliano gli altri, è un’occasione per mettersi in evidenza e loro non la perdono mai. Fa del populismo dicendo autentiche minchiate. Non è giusto che i tifosi del Catania vengano mutilati nei loro sentimenti e nel loro reale modo di essere. Questi signori che parlano devono sapere che i tifosi del Catania non sono quei 10-12 che hanno creato problemi sull’autostrada calabrese. Sono i 20mila che hanno sottoscritto il biglietto e che saranno presenti al Massimino. Abbiamo fatto due trasferte, in una competizione come i play off, senza i nostri tifosi. È diventato chiaramente un modo di fare abituale nei confronti del Catania. Noi non lo accettiamo. Non ricordo un’invasione di campo a Catania, negli ultimi 15 anni. Per contestare. Ho visto tanta gente in campo per festeggiare una promozione o una salvezza. Il calcio è indirizzato ai tifosi, loro sono il centro, il motore. Se viene loro vietato di seguire la squadra non è un atto democratico”.

SUI TIFOSI – “Io sto male quando accadono cose come quelle successe in Calabria. A queste persone solo una domanda farei: vi rendete conto del danno fatto al nome di Catania e al Catania? Esistono degli strumenti, sono stati condannati e daspati. E posso anche capire il divieto di trasferta per una settimana. Protrarre questo provvedimento nel tempo, specie in una competizione così delicata in cui ci si gioca il destino di una stagione, è penalizzante. E porta a provvedimenti contorti come il divieto di trasferta ai senesi, che mi sa tanto si compensazione. Così si fa morire il calcio e non c’è giustificazione. In tutti gli anni che sono stato qua ho sempre cercato di cercare di trasmettere che la tifoseria del Catania è una delle migliori in Italia, che vive la propria squadra, che in occasione dell’arbitraggio di Farina ha ironicamente applaudito l’arbitro. Quando si gioca a Catania, c’è stato consigliato di prendere 200 steward. Numeri che nemmeno in A. Ogni volta che si gioca a Catania ci sono miliardi di restrizioni. Organizzare una gara al Massimino, con tutti i costi che ci sono, costa 20mila euro. Se lo vado a raffrontare con tutti gli altri campi di serie C, viene da sorridere. Ma purtroppo questo è l’andazzo degli ultimi anni. Il Catania ha avuto le sue retrocessioni, i suoi fatti extra che si sono assommati a quel fatto delittuoso e si è creato il concetto di tifoseria violenta. I violenti sono pochi e circoscritti. Non ci vuole niente a individuarli”.

SULLA STAGIONE – “In caso di mancata finale sarebbe un fallimento? L’allenatore del Siena ha detto una grande minchiata. Il Catania ha finito con 70 punti. Ha avuto il migliore attacco, una delle migliori difese, abbiamo in organico diversi giovani che hanno giocato titolari, è stata la squadra più vincente fuori casa. Sappiamo che i playoff sono un terno al lotto. Dobbiamo dare tutto e ci sta che gli episodi possano non essere favorevoli. Siamo comunque sereni. Ad oggi abbiamo fatto un’annata degna di rispetto e della più grande considerazione. Abbiamo cominciato un piano di risanamento, perché non era possibile rilanciare senza. Sappiamo benissimo che la serie B quest’anno sarebbe un’accelerazione al piano cominciato l’anno scorso. Noi puntiamo alla serie A. Potremo impiegare un anno in più o in meno ma l’obiettivo resta quello”.

Foto da: Filippo Galtieri

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