Ai microfoni di Torre del Grifo hanno parlato Francesco Lodi e Pietro Lo Monaco nel giorno della presentazione dell’ex regista dell’Udinese. Queste le parole in conferenza:
LO MONACO – “La stagione per noi si profila piena di difficoltà ma con un obiettivo ben preciso che è quello di essere competitivi al massimo. Abbracciamo pertanto con grande gioia il ritorno di un grande figlio di questa città, interprete importante in passato di questa squadra. Il ritorno di Lodi per il Catania significa tanto. Significa ripartire con le persone giuste che hanno interesse per raggiungere gli obiettivi più importanti per questa società. Calciatori motivati che hanno capacità tecnica ed il cuore tinto di rossazzurro. Noi siamo molto felici di averlo con noi quest’anno. Ci auguriamo che sia il primo di una lunga serie di successi. La prima annata di una lunga serie che porteranno il Catania dove il Catania sogna e compete stare. Mercato? Abbiamo fatto la guerra con la Cina. Siamo l’unica squadra che ha fatto 6-7 operazioni. Dobbiamo sfoltire la lista degli Over. Qualcuno gioco forza dovrà fare strada altrimenti rischia di stare un anno fermo. Dopo vedremo, da qui alla fine del mercato mancano circa 40 giorni. Siamo relativamente sereni e soddisfatti perché abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi. Siamo una squadra sulla carta competitiva. È rientrato Anastasi, è stato preso Curiale. Ma per 2 maglie in attacco servono 4 giocatori. Se arriva qualche giocatore, qualcun altro partirà“.
LODI – “Sapete benissimo cosa mi lega a questi colori. L’anno scorso non è stato possibile per determinate circostanze. Nonostante le chiamate di altre squadre volevo il Catania. Sono nato a Napoli ma sono un catanese d’adozione. Sono qui con grande motivazione e grande voglia, se c’è da dare consigli li do come ho sempre fatto ma sono disposto a mettermi in gioco per migliorare sempre più. Adesso si deve lavorare per farsi trovare pronti per l’inizio stagionale. Ho sempre seguito il Catania anche a Udine. Lo scorso anno ha influito tanto la penalizzazione in termine di energie mentali. Posso dire da questi giorni che c’è un’aria molto diversa. È la prima volta che scendo in Serie C, ma non è un problema. Si gioca con la testa e la voglia di arrivare prima degli altri. Sarà il campo a dire se sono pronto per un campionato del genere. Chi sa giocare lo fa in tutte le categorie. Se l’allenatore deciderà che Lodi non è utile alla causa, non sarà un problema: l’importante è il Catania. Metterò a disposizione la mia qualità. Io sono l’uomo del popolo, l’uomo di Catania. Mi immedesimo nei tifosi e sono orgoglioso di essere un riferimento per loro. Sento la responsabilità ma è motivo d’orgoglio. Se non c’era il direttore qui non tornavo. Ad Udine mi sono sempre allenato, ad oggi mi manca il ritmo partita. Pressioni? Se un giocatore non vuole le pressioni deve fare altro. Per far si che ritornino allo stadio servono le nostre prestazione. Dipende da noi. Lucarelli è un allenatore simile a Montella. Ha la stessa metodologia. É molto carico e concentrato sull’obiettivo. É l’ultima sfida della mia carriera, metterà tutto me stesso”.
foto: newscatania.com


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