“Lega” come “Ventimila leghe sotto i mari”; “Pro”, come professionisti o, semplicemente, come opposto antitetico di “contro”. Il Catania disputa il 26simo campionato di terza serie nella sua storia settantenale, con l’incombenza della pesante penalizzazione che grava come un macigno sulle spalle di club e giocatori, bramosi di entrare nella storia ma con fisiologiche barriere architettoniche da superare prima di poterla riscrivere: il muro del -11, gentilmente edulcorato a -10; il conseguente strascico di polemiche battuto al ritmo del martelletto nei tribunali sportivi; l’andamento altalenante nel girone d’andata quando perché, proprio mentre ci si stava attrezzando per i miracoli, qualche uscita a vuoto ha riportato coi piedi per terra la squadra affidata alle cure di mister Pancaro. Siamo nel calcio professionistico (pro) ma in un limbo a metà strada tra il baratro del dilettantismo (contro) e l’eden dell’elite.
Nel romanzo di Jules Verne, un mostro marino affondava le navi che vi si imbattevano. Le descrizioni epiche dell’autore si dipanano in un viaggio lungo come un campionato e impervio come la Lega Pro. Già, la Lega Pro, un torneo ricco di insidie e mostri che, come se non bastassero, hanno trovato alleati esterni nei tribunali. Eppure addetti ai lavori e stampa credono ancora nelle potenzialità dei rossazzurri che, artimetica alla mano, sarebbero ancora in grado di centrare i playoff. E’ chiaro che in questo momento la squadra deve pensare innanzitutto a tenere lontani i fantasmi della retrocessione, parenti dei mostri che promettono sangue e terrore ma, con il disgelo della primavera, saremo in grado di capire dove può arrivare l’undici di Pancaro, con gli innesti giusti, un pizzico di fortuna e, soprattutto, tanto lavoro.
Pancaro, in versione “Capitan Nemo”, guida il Nautilus rossazzurro in un viaggio che perdurerà ancora per 18 giornate. Siamo giunti al primo giro di boa: col Monopoli è già tempo di ritorno. Se il Catania riuscisse a centrare la prima vittoria del 2016, salirebbe a quota 21 punti e inizierebbe col piede giusto una rincorsa inverosimile verso le zone nobili della classifica. Con l’auspicata media di 2,47 punti a partita, spaventosa e da schiacciasassi, il Catania centrerebbe gli spareggi per accedere alla Serie B senza sperare in cedimenti altrui. Possibile? Sì, lo dicono i numeri. Non sempre i calcoli matematici si risolvono facilmente in 2+2=4. In questo caso, se dovessimo paragonare il viaggio rossazzurro nei mari tempestosi della Lega Pro a un’espressione algebrica, ci troveremmo di fronte a un enigma numerico dalla soluzione assai complessa. A “capitan Pancaro” non serve la calcolatrice, basta una bussola: vento in poppa e direzione sicura. A favore del vento si viaggia in scioltezza: se soffierà dal versante giusto potrebbe portarci verso la chimera. Altrimenti ci accontenteremo di scacciare i mostri e ripartire nella prossima stagione forti dell’esperienza accumulata con un gruppo solido e, soprattutto, senza fardelli da dover sopportare. Di “Leghe” ne abbiamo passate e vinte tante, dall’Eccellenza alla Serie A. Non fa paura…Non fa paura…
foto:sport.livesicilia.it


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