Si è da poco conclusa la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Catania, Walter Novellino. Ecco le sue prime dichiarazioni in rossazzurro: “Ringrazio il direttore per le belle parole che ha speso su di me. Per me non ha importanza la categoria. Quando ho sentito il direttore Lo Monaco ho accettato subito, perché Catania è una squadra e una città che merita ben altro. E’ chiaro che ho fatto una scelta. Non ho perso nemmeno un minuto a dire si. Ho visto i giocatori in difficoltà psicologicamente e sta a me aiutarli; bisogna fargli capire che queste dieci partite sono dieci finali di Coppa Italia: come se in ogni partita ci giochiamo il nostro turno. Con me ho portato il mio secondo Simone Tomassoli, che lavora con me da tre anni ed è molto bravo. Io nel mio passato ho vinto con il 4-4-2, ma in questo momento è importante lavorare sulla testa; sono giocatori importanti che indubbiamente mi possono aiutare. Dobbiamo vedere alcune situazioni di gioco. A detta di tutti, è una squadra costruita bene e c’è una struttura da serie A. Le difficoltà che hanno avuto i ragazzi riguardano un calo di tensione, ma sono convinto di cambiare mentalmente. Conosco un po’ tutti, è un campionato abbastanza anomalo. Credo che questa squadra ha le potenzialità per fare bene, ha giocatori come Marotta, Lodi, Biagianti e Curiale, che a me piace tantissimo. Sono giocatori che hanno bisogno di fiducia. Gli argomenti tattici della squadra erano ben preparati, indubbiamente c’è un esperienza diversa, ma quello che conta è riprenderli mentalmente. Io credo che un giocatore che viene a giocare a Catania debba vincere il campionato. Ho visto alcune partite del campionato di serie C, per esempio dell’Arezzo. Ho visto come gioca, bisogna saper attaccare bene gli spazi. Credo che ci voglia una cattiveria agonistica giusta. Dobbiamo ricreare i presupposti affinchè i giocatori ritornino ad esprimersi al massimo delle loro potenzialità. Quello che dico ai miei giocatori è che questa non è una piazza di serie C, è molto di più. Non si scala la montagna a tutta velocità, ma si deve scalare”.


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